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Testi di legge e documenti ufficiali in relazione all'ottenimento di contributi alla chiusura dell'attivita' commerciale


Circolare esplicativa (n.903484 - 4 agosto 1999) su richiesta contributi
Regolamento attuativo
Decreto che rende attiva la norma di legge e fissa i termini
Istruzioni per la compilazione del modulo di richiesta
Modulo di richiesta (in formato *doc per Word, ufficialmente fornito da Ministero)

 

 

 


 

Circolare 4 agosto 1999 n. 903484

Indicazioni necessarie all’attivazione della concessione dell’indennizzo previsto ai sensi dell’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Pubblicata su Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto 1999

Il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, del 23 giugno 1999, n. 252 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 3 agosto 1999), ha regolamentato la concessione di un indennizzo ai soggetti titolari di esercizio di vicinato disposta dall’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Con la presente circolare vengono forniti ulteriori chiarimenti e disposizioni applicative per l’attivazione della concessione dell’indennizzo.

 

1. Soggetti beneficiari e requisiti

1.1 I soggetti beneficiari dell’indennizzo sono le persone fisiche e i soci di società di persone titolari, alla data del 9 maggio 1998, di esercizi di vicinato di vendita al dettaglio autorizzati ai sensi dell’articolo 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426.

1.2 Per esercizi di vicinato si intendono, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 e fatto salvo quanto diversamente previsto dalle regioni ai sensi dell’articolo 10, comma 4, del medesimo decreto legislativo, gli esercizi commerciali aventi alla data del 9 maggio 1998 superficie di vendita non superiore a 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.

1.3 La concessione dell’indennizzo è subordinata al sussistere dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

cessazione nel periodo dal 9 maggio 1998 e fino all'8 maggio 2000 dell’attività di vendita al dettaglio;

riconsegna al Comune nello stesso periodo di tempo di cui alla lettera a) del titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di vendita al dettaglio di cui ai punti 1.1 e 1.2. In caso di titolarità di più autorizzazioni per l’esercizio di vicinato di vendita al dettaglio, la riconsegna deve riguardare tutti i titoli di cui il soggetto sia in possesso;

iscrizione, senza interruzioni, da almeno cinque anni nella gestione INPS per gli esercenti attività commerciali alla data di cessazione dell'attività.

1.4 Ai fini di cui al precedente punto 1.3 si precisa che:

per data di cessazione dell’attività deve essere presa a riferimento quella desumibile dal Registro imprese;

per data di riconsegna al Comune del titolo autorizzatorio deve essere presa a riferimento quella desumibile dal certificato di restituzione rilasciato dal Comune medesimo;

l’anzianità contributiva di almeno cinque anni deve sussistere, senza soluzione di continuità, alla data di cessazione dell'attività cui si riferisce il titolo autorizzatorio riconsegnato.


1.5 Non sono ammessi a fruire dell’indennizzo:

 

gli esercenti l’attività di vendita al dettaglio su area pubblica, il commercio all’ingrosso e la somministrazione di alimenti e bevande;

i titolari di esercizi di vendita al dettaglio in forma diversa dall’esercizio di vicinato così come individuato al precedente punto 1.2;

le società di capitali, quand’anche titolari di esercizi di vicinato di vendita al dettaglio;

i titolari di esercizi di vicinato di vendita al dettaglio che abbiano cessato l’attività e riconsegnato il relativo titolo autorizzatorio anteriormente al 9 maggio 1998 e successivamente all’8 maggio 2000;

i titolari di esercizi di vendita al dettaglio che abbiano usufruito di altre agevolazioni e/o indennizzi concessi in relazione alla cessazione della medesima attività per la quale è richiesto l’indennizzo previste da leggi nazionali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano o da norme comunitarie;

i soggetti di cui all’articolo 4, comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, esclusi dall’ambito di applicazione del decreto legislativo medesimo, che esercitano anche attività di vendita al dettaglio;

g) gli esercenti che non abbiano maturato un’anzianità contributiva, senza soluzione di continuità, di almeno cinque anni alla data di cessazione dell'attività.

1.6 Con riferimento ai soci di società di persone che effettuano la richiesta di indennizzo si precisa quanto segue:

il socio richiedente l’indennizzo deve cessare qualunque attività di vendita al dettaglio di cui ai precedenti punti 1.1 e 1.2, anche in qualità di socio di altre società di persone di vendita al dettaglio; dovrà quindi recedere dalla società nel caso la stessa eserciti altre attività di cui ai precedenti punti 1.1 e 1.2. La società, qualora titolare di più autorizzazioni all’esercizio di attività commerciale, è tenuta a cessare la sola attività di vendita al dettaglio cui si riferisce il titolo autorizzatorio, rimanendo ferma la possibilità di continuare le altre attività di vendita al dettaglio riferite ad altro titolo autorizzatorio;

l’obbligo di riconsegna al Comune del titolo autorizzatorio grava sulla società;

il requisito dell’anzianità contributiva è riferito unicamente al socio richiedente l’indennizzo.

 

2. Presentazione delle domande e concessione dell’indennizzo

2.1 Per la richiesta di indennizzo l’interessato presenta alla Camera di Commercio della provincia in cui aveva sede l’esercizio commerciale, unicamente tramite raccomandata con avviso di ricevimento, domanda in regola con l’imposta di bollo e sottoscritta nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, utilizzando esclusivamente, anche in fotocopia, pena l’esclusione, lo schema corredato con le relative istruzioni allegato al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 4 agosto 1999 e reperibile altresì sul sito Internet del Ministero stesso.

Alla domanda deve essere allegata copia del certificato, rilasciato dal Comune, di restituzione del titolo autorizzatorio a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

Si ribadisce che sono motivi di esclusione:

la compilazione della domanda su schema diverso da quello fissato dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

la mancata, erronea o parziale compilazione dei campi segnalati come obbligatori nel modulo di domanda e nelle relative istruzioni per la compilazione;

eventuali modificazioni apportate al testo prestampato delle dichiarazioni contenute nel modulo;

la mancanza della firma e/o dell’autenticazione nei modi previsti.

2.2 Qualora la domanda sia viziata o priva di uno o più dei requisiti previsti, la Camera di Commercio competente, fatti salvi i motivi di esclusione elencati al precedente punto 2.1, invita il soggetto richiedente a regolarizzare o ad integrare la domanda, esclusivamente mediante raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine perentorio di 30 giorni, decorso invano il quale la domanda è respinta. La reiezione comunque non preclude la presentazione di una ulteriore domanda.

2.3 Ai sensi dell’articolo 3, comma 11 della legge 15 maggio 1997, n. 127, come modificato dall’articolo 2, comma 10 della legge 16 giugno 1998, n. 191, relativamente alle modalità di autenticazione delle firme apposte in calce alle domande di agevolazione, sarà possibile, in alternativa alle consuete forme di autenticazione notarile o attraverso l’ufficiale dell’anagrafe, inoltrare le domande medesime allegando fotocopia di valido documento d’identità del firmatario.

2.4 L’indennizzo è concesso in relazione alla restituzione di un solo titolo autorizzatorio; pertanto il soggetto beneficiario ha diritto ad un solo indennizzo e deve, quindi, presentare una sola domanda, anche nel caso in cui restituisca più titoli autorizzatori.

 

2.5 Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro trenta giorni dalla data di presentazione delle domande, accertata per il tramite delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura la completezza e la regolarità delle domande medesime e controllate le disponibilità finanziarie, concede l’indennizzo sulla base dell’ordine cronologico di arrivo delle richieste effettivamente pervenute nei termini fissati e fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. Nei casi di regolarizzazione o di integrazione della domanda, di cui al punto 2.2, verrà presa in considerazione ai fini dell’ordine cronologico la data di arrivo della documentazione richiesta.

 

 3. Misura dell’indennizzo

 

3.1 L’indennizzo consiste in un contributo che può variare da un importo minimo di lire dieci milioni ad un importo massimo di lire venti milioni a seconda del punteggio complessivo calcolato, ai sensi dell’articolo 3 del decreto citato decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei seguenti elementi:

a) anzianità di esercizio del soggetto richiedente:

punti 5, fino a 10 anni;

punti 4, da 10 anni e un giorno a 20 anni;

punti 3, da 20 anni e un giorno a 30 anni;

punti 1, oltre 30 anni.

 

b) esclusività dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale fonte di reddito:

punti 5, unicità dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale attività lavorativa;

punti 1, non unicità dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale attività lavorativa;

punti 3, pluralità delle autorizzazioni restituite;

punti 1, unicità dell’autorizzazione restituita.

 

c) situazione patrimoniale del soggetto richiedente:

punti 1, reddito netto imponibile maggiore di quaranta milioni di lire;

punti 3, reddito netto imponibile maggiore di venti milioni di lire e minore o uguale a quaranta milioni di lire;

punti 5, reddito netto imponibile minore o uguale a venti milioni di lire.

 

d) tipologia dell’attività svolta:

1) punti 5, attività contingentata;

2) punti 1, attività non contingentata.

3.2 Sulla base del punteggio complessivamente ottenuto è determinato l’ammontare dell’indennizzo nella misura seguente:

oltre 15 punti: lire venti milioni

da 11 a 15 punti: lire quindici milioni

fino a 10 punti: lire dieci milioni.

3.3 Qualora il soggetto richiedente sia socio di società di persone titolare del titolo autorizzatorio riconsegnato a fronte del quale è richiesto l’indennizzo, l’ammontare dell’indennizzo medesimo è rapportato alla quota di partecipazione del soggetto richiedente alla società.

 

4. Revoche

4.1 Al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, avvalendosi altresì del supporto della Guardia di Finanza, possono effettuare in qualsiasi momento, per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di presentazione della domanda di richiesta di indennizzo, controlli e verifiche e disporre la revoca dell’indennizzo qualora:

il soggetto beneficiario eserciti, anche in qualità di socio di società di persone, attività commerciale al dettaglio cosiddetta di vicinato, di cui ai precedenti punti 1.1 e 1.2, nei tre anni successivi alla data di presentazione della domanda di richiesta di indennizzo;

sia accertata in qualsiasi momento l’insussistenza delle condizioni previste per l’accesso al beneficio dichiarate dal soggetto beneficiario in fase di richiesta di indennizzo;

il soggetto beneficiario abbia usufruito di altre agevolazioni e/o indennizzi concessi in relazione alla cessazione della medesima attività per la quale è stato concesso l’indennizzo previsti da leggi nazionali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano o da norme comunitarie.

4.2 In caso di revoca, anche se disposta in seguito a rinuncia formale, i soggetti beneficiari dovranno restituire l’indennizzo indebitamente fruito per un importo maggiorato degli interessi pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data di erogazione del contributo. Nei casi di revoca di cui al precedente punto 4.1 verrà inoltre applicata, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l’importo dell’indennizzo indebitamente fruito.

Il Ministro

Pierluigi Bersani

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REGOLAMENTO ATTUATIVO

DECRETO 23 giugno 1999 n. 252 (pubblicato sulla G.U. n. 180 del 3 agosto 1999)

Regolamento recante norme per la concessione di indennizzo ai soggetti titolari di esercizio di vicinato previsto dall’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n° 114.

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante disposizioni sulla riforma della disciplina relativo al settore del commercio a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTO in particolare l’articolo. 25, comma 7, del predetto decreto legislativo che prevede la concessione di un indennizzo a favore dei soggetti titolari di esercizi di vicinato che cessano l’attività e restituiscono il titolo autorizzatorio, al fine di favorire la loro ricollocazione professionale;

CONSIDERATO che l’articolo 25, comma 8, attribuisce al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale la definizione di criteri e modalità per l’erogazione dell’indennizzo;

VISTA la legge 11 giugno 1971, n. 426, concernente la disciplina del commercio;

VISTO l’articolo 1, comma 3, della legge 15 maggio 1997 , n. 127;

VISTO l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

VISTO l’articolo 13 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 620, che prevede, tra l’altro, che le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura possano curare l’esecuzione di atti e provvedimenti del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

VISTO l’articolo 2, comma 1, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, sul riordinamento delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.123, recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, relativo al conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTO il parere favorevole del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione Consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’8 marzo 1999;

RITENUTO che le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato sono state tutte recepite ad eccezione di quella riguardante l’articolo 3 in quanto si ritiene, ai fini del calcolo del contributo, di dover attribuire un punteggio maggiore a chi ha una minore anzianità di esercizio e di quella riguardante l'articolo 4, in quanto pur riformulando il comma 4, è stato previsto con il comma 5 di escludere dall'indennizzo le domande prive dei requisiti formali, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123;

RITENUTA la necessità di prevedere che l’entrata in vigore del regolamento abbia decorrenza dalla data della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dal momento che l’articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 prevede che le norme contenute nell’articolo 25, commi 7, 8 e 9 hanno efficacia a decorrere dal trecentosessantacinquesimo giorno dalla sua pubblicazione;

VISTA la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400, effettua con nota n. 14856 del 1° aprile 1999.

 

DI CONCERTO

CON IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

ADOTTA

il seguente regolamento

 

ART.1

(Soggetti beneficiari)

1. I soggetti beneficiari sono le persone fisiche e i soci di società di persone titolari, alla data del 9 maggio 1998, di esercizi di vicinato di vendita al dettaglio autorizzati ai sensi dell’articolo 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426.

 

2. Per esercizi di vicinato si intendono ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera d, e fatto salvo quanto previsto dall’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.

 

3. Per commercio al dettaglio si intende la vendita al minuto di merci direttamente al consumatore finale, esercitata da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, in sede fissa, direttamente al consumatore finale.

 

4. Non sono ammessi a fruire dell’indennizzo di cui all’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114 gli esercenti l’attività di vendita al dettaglio su area pubblica, coloro che esercitano il commercio all’ingrosso e la somministrazione di alimenti e bevande, le società di capitali.

 

ART. 2

(Requisiti)

 

 

1. La concessione dell’indennizzo di cui all’articolo 3 è subordinata al sussistere dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

cessazione nel periodo dal 9 maggio 1998 e fino all'8 maggio 2000 dell’attività di vendita al dettaglio di cui all’art.1;

riconsegna al Comune nello stesso periodo di tempo di cui alla lettera a) del titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di vendita al dettaglio di cui all’art.1. In caso di titolarità di più autorizzazioni la riconsegna deve riguardare tutti i titoli di cui il soggetto sia in possesso;

iscrizione per almeno cinque anni nella gestione INPS per gli esercenti attività commerciali.

 

2. Ai fini di cui al comma 1 e con riferimento ai soci di società di persone che effettuano la richiesta di indennizzo si precisa quanto segue:

il socio richiedente l’indennizzo deve cessare qualunque attività di vendita al dettaglio di cui all’articolo 1, anche in qualità di socio di altre società di persone di vendita al dettaglio; dovrà quindi recedere dalla società nel caso la stessa eserciti altre attività di cui all’articolo 1, comma 1. La società, qualora titolare di più autorizzazioni all’esercizio di attività commerciale, è tenuta a cessare la sola attività di vendita al dettaglio cui si riferisce il titolo autorizzatorio, rimanendo ferma la possibilità di continuare le altre attività di vendita al dettaglio riferite ad altro titolo autorizzatorio;

l’obbligo di riconsegna al Comune del titolo autorizzatorio grava sulla società;

il requisito dell’anzianità contributiva è riferito unicamente al socio richiedente l’indennizzo.
ART. 3

(Natura, misura e calcolo dell’indennizzo)

1. L’indennizzo consiste in un contributo il cui ammontare è calcolato sulla base del punteggio complessivo ottenuto dal soggetto beneficiario sommando i punti relativi a ciascuno dei seguenti elementi:

a) anzianità di esercizio del soggetto richiedente:

punti 5, fino a 10 anni;

punti 4, da 10 anni e un giorno a 20 anni;

punti 3, da 20 anni e un giorno a 30 anni;

punti 1, oltre 30 anni.

b) esclusività dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale fonte di reddito:

punti 5, unicità dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale attività lavorativa;

punti 1, non unicità dell’attività commerciale di vendita al dettaglio quale attività lavorativa;

punti 3, pluralità delle autorizzazioni restituite;

punti 1, unicità dell’autorizzazione restituita.

c) situazione patrimoniale del soggetto richiedente:

punti 1, reddito netto imponibile maggiore di quaranta milioni di lire;

punti 3, reddito netto imponibile maggiore di venti milioni di lire e minore o uguale a quaranta milioni di lire;

punti 5, reddito netto imponibile minore o uguale a venti milioni di lire.

d) tipologia dell’attività svolta:

1) punti 5, attività contingentata;

2) punti 1, attività non contingentata.

 

2. Sulla base del punteggio complessivamente ottenuto è determinato l’ammontare dell’indennizzo nella misura seguente:

oltre 15 punti: lire venti milioni

da 11 a 15 punti: lire quindici milioni

fino a 10 punti: lire dieci milioni.

Qualora il soggetto richiedente sia un socio di società di persone, l’ammontare dell’indennizzo è rapportato alla quota di partecipazione alla società.

 

3. Ai fini di cui al comma 1 si intende:

per periodo di anzianità di esercizio:

1) per i titolari di ditta individuale: il periodo compreso tra la data di effettivo avvio dell’attività commerciale il cui titolo autorizzatorio é restituito e quella di restituzione del titolo medesimo. La data di effettivo avvio è desumibile dal certificato camerale e coincide con la data di rilascio del titolo autorizzatorio;

2) per i soci di società di persone: il periodo compreso tra la data di ingresso nella società, risultante dall’atto costitutivo, e quella di restituzione del titolo; se l’ingresso del socio nella compagine sociale precede l’effettivo avvio dell’attività commerciale cui si riferisce il titolo autorizzatorio, tale periodo decorre dalla data di effettivo avvio dell’attività, così come desumibile dal certificato camerale e coincidente con la data di rilascio del titolo autorizzatorio.

Per attività commerciale di vendita al dettaglio esclusiva l'attività che rappresenta l’unica fonte di reddito derivante da attività lavorativa esercitata dal titolare della ditta individuale o dal socio di società di persone;

Per attività contingentate quelle indicate nelle tabelle I, Ia, II, VI e IX dell’allegato 5 al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 4 agosto 1988, n. 375.

La situazione patrimoniale da prendere in considerazione ai fine della concessione dell'indennizzo:

1) per il titolare di ditta individuale è il reddito netto imponibile, riferito all’attività di vendita al dettaglio di cui all’articolo 1, così come risultante dall‘ultima dichiarazione dei redditi presentata prima della richiesta di indennizzo;

2) per il socio di società di persone è la quota di reddito netto imponibile della società spettante al socio, riferito alla sola attività di vendita al dettaglio di cui all’articolo 1, così come risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal socio prima della richiesta di indennizzo;

 

ART. 4

(Richiesta e concessione dell’indennizzo)

1. La domanda per la richiesta dell’indennizzo, in regola con l’imposta di bollo e sottoscritta nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 dal soggetto richiedente, attestante il possesso dei requisiti e la sussistenza delle condizioni per l’accesso all’indennizzo, è presentata agli uffici delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, secondo lo schema approvato con decreto dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Con il medesimo decreto il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato individua altresì l’eventuale documentazione da allegare alla predetta domanda e fissa i termini per la presentazione delle richieste di indennizzo, che pertanto potranno essere trasmesse a partite da tale data.

 

2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, avvalendosi delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura accerta, ai sensi dell’articolo 4, comma 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, esclusivamente la completezza e la regolarità delle richieste e, controllate le disponibilità finanziarie, entro trenta giorni dalla data di presentazione delle richieste medesime, concede l’indennizzo sulla base dell’ordine cronologico di arrivo delle richieste effettivamente pervenute nei termini fissati ai sensi del comma 1; nei successivi trenta giorni è effettuata la relativa erogazione.

 

3. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato rende nota la data dell’accertato esaurimento dei fondi con comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Le domande pervenute successivamente a tale data sono restituite. Qualora le disponibilità finanziarie non consentano la concessione integrale degli indennizzi in favore delle domande pervenute l'ultimo giorno utile, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato applica una riduzione percentuale in eguale misura.

 

4. Qualora la domanda sia viziata o priva di uno o più dei requisiti previsti, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, fatti salvi i casi elencati al successivo comma 5 invita il soggetto richiedente a regolarizzare o ad integrare la domanda entro il termine perentorio di 30 giorni, decorso invano il quale la domanda è respinta. La reiezione comunque non preclude la presentazione di una ulteriore domanda.

 

5. Sono motivi di esclusione ai sensi dell’articolo 4, comma 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123:

la compilazione della domanda su schema diverso da quello fissato dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

la mancata, erronea o parziale compilazione dei campi relativi alle informazioni richieste nel modulo di domanda rilevanti ai fini della concessione dell'indennizzo;

eventuali modificazioni apportate al testo prestampato delle dichiarazioni contenute nel modulo;

la mancanza della firma e dell'autenticazione nei modi previsti.

 

6. Successivamente all’erogazione dell’indennizzo è effettuata l’attività di controllo sulla sussistenza dei requisiti, anche attraverso apposite procedure informatiche; nell’ambito dell’effettuazione di tale attività può essere richiesta al soggetto beneficiario l’eventuale documentazione ritenuta necessaria. Qualora il soggetto beneficiario sia un socio di società di persone l’attività di controllo può essere estesa alla società stessa. Per l’esercizio della predetta attività il Ministero dell’industria, del commercio, dell’artigianato si avvale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. L’attività di controllo è conclusa entro 120 giorni dall’erogazione dell’indennizzo, con la comunicazione scritta del relativo esito al soggetto beneficiario.

 

7. Qualora siano state restituite più autorizzazioni deve essere presentata un’unica domanda di richiesta di indennizzo.

 

ART. 5

(Limiti ed incumulabilità)

1. L’indennizzo è concesso in relazione alla restituzione di un solo titolo autorizzatorio; pertanto, il soggetto beneficiario ha diritto ad un solo indennizzo anche nel caso in cui restituisca più titoli autorizzatori, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma 2 per i soci di società di persone.

 

2. L’indennizzo non è cumulabile con altre agevolazioni concesse in relazione alla cessazione della medesima attività per la quale è richiesto l’indennizzo previste da leggi nazionali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano o da norme comunitarie.

 

ART. 6

(Obblighi del beneficiario)

1. Il soggetto beneficiario si impegna a non esercitare, sull'intero territorio nazionale, anche in qualità di socio di società di persone, alcuna attività commerciale di vendita al dettaglio di cui all’art.1 per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di presentazione della domanda di richiesta di indennizzo.

 

ART. 7

(Revoche e sanzioni)

 

 

1. Al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono effettuare in qualsiasi momento, nei limiti temporali di cui all’articolo 6, ulteriori verifiche. A tali fini essi possono avvalersi dell'apporto della Guardia di Finanza.

 

2. La revoca dell’indennizzo è disposta qualora:

il soggetto beneficiario eserciti, anche in qualità di socio di società di persone, attività commerciale al dettaglio cosiddetta di vicinato di cui all’art.1 nei tre anni successivi alla data di presentazione della domanda di richiesta di indennizzo;

sia accertata in qualsiasi momento l’insussistenza delle condizioni previste per l’accesso al beneficio dichiarate dall’impresa in fase di richiesta di indennizzo;

il soggetto beneficiario abbia usufruito di altre agevolazioni concesse in relazione alla cessazione della medesima attività per la quale è stato concesso l’indennizzo previste da leggi nazionali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano o da norme comunitarie.

 

3. Nei casi di restituzione dell’indennizzo per rinuncia formale del beneficiario, l’importo da restituire all’Amministrazione è maggiorato di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data di concessione dell’indennizzo. Nei casi di revoca di cui al comma 2, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

 

ART. 8

(Spese di funzionamento)

1. Nei limiti del tre per cento delle risorse disponibili per la concessione dei benefici il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede alle spese di funzionamento, ivi incluse quelle derivanti da convenzioni per l’esercizio delle attività di cui agli articoli 4 e 7.

 

ART. 9

(Entrata in vigore)

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti di normativa della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Roma, 23 giugno 1999

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE - SALVI

L MINISTRO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO - BERSANI

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Decreto Attuativo

Fissazione dei termini per la presentazione delle domande di concessione dell’indennizzo previsto ai sensi dell’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

(pubblicato su G.U. n. 187 dell'11 agosto 1999)

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante disposizioni sulla riforma della disciplina relativo al settore del commercio a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTO in particolare l’articolo 25, comma 7, del predetto decreto legislativo che prevede la concessione di un indennizzo a favore dei soggetti titolari di esercizi di vicinato che cessano l’attività e restituiscono il titolo autorizzatorio, al fine di favorire la loro ricollocazione professionale;

CONSIDERATO che l’articolo 25, comma 8 attribuisce al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale la definizione di criteri e modalità per l’erogazione dell’indennizzo;

VISTO il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, del 23 giugno 1999, n. 252, recante norme per la concessione dell’indennizzo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 3 agosto 1999;

CONSIDERATO che, ai sensi dell’articolo 4 comma 1 del suddetto decreto, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato definisce lo schema di domanda e la documentazione da allegare e fissa i termini per la presentazione delle richieste di indennizzo;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.123 recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTO l’articolo 25, comma 9, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 che prevede una dotazione finanziaria complessiva per la concessione degli indennizzi pari a lire 100 miliardi.

DECRETA

Articolo 1

(Termini di presentazione delle domande)

1. Le domande per la richiesta dell’indennizzo previsto ai sensi dell’articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 possono essere presentate a partire dal 1° ottobre 1999 e sino al 30 giugno 2000. Non saranno prese in considerazione le domande presentate anteriormente alla predetta data del 1° ottobre 1999 e successivamente al 30 giugno 2000.

2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, rende nota la data dell’accertato esaurimento dei fondi con comunicato da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale. A decorrere dalla data di pubblicazione non potranno essere presentate domande per ottenere l’indennizzo in oggetto. Qualora le disponibilità finanziarie non consentano la concessione integrale degli indennizzi in favore delle domande pervenute l’ultimo giorno utile, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato applica una riduzione percentuale in eguale misura.

Articolo 2

(Modalità di presentazione delle domande)

1. Per la richiesta di indennizzo l’interessato presenta una domanda in regola con l’imposta di bollo e sottoscritta nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, utilizzando esclusivamente, anche in fotocopia, pena l’esclusione, lo schema corredato con le relative istruzioni allegato al presente decreto. Sulla busta deve essere indicato il riferimento: "articolo 25, comma 7, decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 – Indennizzo per la cessazione di attività commerciale".

2. Le domande per la richiesta dell’indennizzo devono essere presentate, esclusivamente tramite raccomandata con avviso di ricevimento, alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della provincia in cui aveva sede l’esercizio commerciale cui si riferisce la domanda di indennizzo.

3. Alla domanda di indennizzo deve essere allegata copia del certificato, rilasciato dal Comune, di restituzione del titolo autorizzatorio a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

Il Ministro

Pierluigi Bersani

 

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ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE
DELLA DOMANDA PER LA RICHIESTA DI INDENNIZZO

La domanda, redatta secondo lo schema fissato dal Ministero dell'Industria, deve essere datata, sottoscritta e in regola con l'imposta di bollo.

Riportare, nell'apposito spazio, cognome e nome del soggetto richiedente.

L'indennizzo può essere richiesto:

dal titolare di ditta individuale autorizzata all’esercizio di vicinato di vendita al dettaglio;

dal socio di società di persone titolare di esercizio di vicinato di vendita al dettaglio.

DATI RELATIVI AL SOGGETTO RICHIEDENTE L’INDENNIZZO

A.1 Domicilio fiscale (obbligatorio): indicare tutti i dati relativi all’indirizzo ove è fiscalmente domiciliato il soggetto richiedente.

A.2 Codice fiscale (obbligatorio): riportare il codice fiscale del soggetto richiedente.

A.3 Data di iscrizione alla gestione INPS per gli esercenti attività commerciali (obbligatorio): indicare la data di iscrizione del soggetto richiedente alla gestione INPS per gli esercenti attività commerciali.

NB: Il richiedente deve essere iscritto a tale gestione INPS da almeno cinque anni e senza soluzione di continuità alla data di cessazione dell'attività di vendita. Nel caso di società di persone, tale requisito è riferito unicamente al socio che richiede l'indennizzo.

A.4 Reddito netto imponibile, ovvero quota di reddito netto imponibile della società spettante al socio (obbligatorio):

Possono presentarsi i due casi:

il titolare di ditta individuale indica il reddito netto imponibile (ricavi derivanti dall'attività di vendita al dettaglio il cui titolo autorizzatorio viene riconsegnato, al netto dei relativi costi deducibili) risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata prima della richiesta dell'indennizzo;

il socio di società di persone indica la quota di reddito netto imponibile della società spettante al socio (ricavi derivanti dalla sola attività di vendita al dettaglio il cui titolo autorizzatorio viene riconsegnato, al netto dei relativi costi deducibili) risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata dal socio prima della richiesta dell'indennizzo.

In caso di restituzione di più titoli autorizzatori per la vendita al dettaglio in esercizi di vicinato il valore del reddito netto imponibile da indicare è pari all’ammontare complessivo dei redditi derivanti dall’esercizio delle attività commerciali relative ai titoli autorizzatori riconsegnati.

A.5 Unicità dell'attività commerciale di vendita al dettaglio quale attività lavorativa (obbligatorio): l'attività commerciale di vendita al dettaglio è considerata esclusiva qualora la stessa rappresenti l'unica fonte di reddito derivante da attività lavorativa esercitata dal titolare della ditta individuale o dal socio di società di persone.

A.6 Numero dei titoli autorizzatori riconsegnati (obbligatorio): indicare il numero dei titoli autorizzatori riconsegnati al Comune. Qualora il soggetto beneficiario sia titolare di più autorizzazioni per la vendita al dettaglio in esercizi di vicinato, al fine della richiesta dell'indennizzo lo stesso non deve più essere in possesso di alcuno dei predetti titoli e deve cessare qualunque attività di vendita al dettaglio, anche in qualità di socio di altre società di persone.

Nel caso in cui il titolare dell'autorizzazione sia la società di cui il richiedente è socio, su di essa grava l'obbligo di riconsegna del titolo. Qualora la società sia titolare di più autorizzazioni all'esercizio di attività commerciale, essa è tenuta a cessare la sola attività di vendita al dettaglio cui si riferisce il titolo autorizzatorio a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

B. DATI RELATIVI AL TITOLO AUTORIZZATORIO RICONSEGNATO A FRONTE DEL QUALE E’ RICHIESTO L’INDENNIZZO

B.1 Titolarità dell’autorizzazione (obbligatorio): specificare se titolare dell'esercizio di vicinato è il medesimo soggetto richiedente (in caso di ditta individuale) oppure se è la società di persone di cui il richiedente è socio. In tal caso indicare la ragione sociale e il codice fiscale della società e la quota di partecipazione del socio richiedente nella società stessa.

B.2 Descrizione dell'attività svolta: indicare la tipologia di attività di vendita al dettaglio relativa al titolo autorizzatorio riconsegnato a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

B.3 Ubicazione dell’esercizio commerciale: indicare tutti i dati relativi all’ubicazione dell’esercizio commerciale il cui titolo autorizzatorio è stato riconsegnato e a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

B.4 Tabelle merceologiche relative all'attività svolta (obbligatorio): indicare le tabelle merceologiche relative all'attività svolta ai sensi del D.M. n. 375 del 4 agosto 1988 (vedasi allegato), come risulta dal titolo autorizzatorio riconsegnato a fronte del quale è richiesto l’indennizzo.

B.5 Tipologia dell’attività di vendita svolta: indicare se trattasi di attività contingentata o non contingentata (vedasi allegato).

B.6 Data di rilascio del titolo ovvero data di ingresso nella società di persone, se successiva (obbligatorio): indicare la data di ottenimento del titolo autorizzatorio riconsegnato a fronte del quale è richiesto l’indennizzo; va indicata la data di effettivo avvio dell'attività commerciale il cui titolo autorizzatorio è riconsegnato, così come desumibile dal Registro Imprese.

Per i soci di persone indicare la data di ingresso nella società (come risulta dall'atto costitutivo), solo se successiva alla data di ottenimento del titolo autorizzatorio.

B.7 Data di riconsegna del titolo (obbligatorio): indicare la data in cui è stato riconsegnato al Comune il titolo autorizzatorio, desumibile dal certificato rilasciato dal Comune stesso. Tale data deve essere compresa tra il 9 maggio 1998 e l’8 maggio 2000.

B.8 Data di cessazione dell’attività svolta (obbligatorio): indicare la data in cui è cessata l’attività commerciale cui si riferisce il titolo autorizzatorio riconsegnato a fronte del quale è richiesto l’indennizzo. Tale data deve essere compresa tra il 9 maggio 1998 e l’8 maggio 2000 ed è desumibile dal Registro Imprese.

B.9 Persona eventualmente incaricata di seguire l’iter della pratica: indicate tutti i dati relativi alla persona eventualmente incaricata.

C. DATI PER L'EROGAZIONE DELL'INDENNIZZO: indicare gli estremi del conto corrente bancario sul quale si richiede l'accreditamento dell'indennizzo.

 

AUTENTICA DELLA FIRMA

Le innovazioni normative in materia di semplificazione amministrativa (art.3, comma 11, legge 15 maggio 1997, n. 127, come modificato dall'articolo 2, comma 10, legge 16 giugno 1998, n. 191) hanno ampliato le possibilità in ordine alle modalità di autentica delle firme. A tal proposito, si fa presente che, in alternativa alle consuete forme di autentica notarile ovvero attraverso l'ufficiale di anagrafe, sarà possibile inoltrare le domande di agevolazione semplicemente allegando alle medesime una fotocopia del documento d'identità del firmatario.

ALLEGATO I

TABELLE MERCEOLOGICHE – Allegato 5 al Decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 4 agosto 1988, n. 375

Attività contingentate:

I) Prodotti alimentari: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati, compresi il pane, il latte e derivati e le bevande, anche alcooliche (esclusi soltanto i prodotti ortofrutticoli freschi, le carni fresche delle specie ittiche e le carni fresche e congelate delle altre specie animali, le carni di bassa macelleria e le frattaglie).

Ia) Prodotti alimentari: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati, (compresi il pane, purché preconfezionato all’origine, il latte e i derivati e le bevande, anche alcooliche, ed escluse soltanto le carni e frattaglie equine e quelle di bassa macelleria) per esercizi aventi superficie di vendita superiore a 200 metri quadrati.

II) Carni e frattaglie di tutte le specie animali: fresche, conservate e comunque preparate e confezionate (comprese quelle di cui alla tabella V ed fresche quelle equine e di bassa macelleria) – salumi – altri prodotti alimentari a base di carni- uova.

VI) Prodotti ortofrutticoli: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati – altri prodotti alimentari comunque conservati, preconfezionati – olii e grassi alimentari di origine vegetale – uova – bevande, anche alcooliche.

IX) Articoli di vestiario confezionati di qualunque tipo e pregio, compresi quelli di maglieria esterna e di camiceria – accessori di abbigliamento di qualunque tipo e pregio, esclusi quelli costituiti da oggetti preziosi – biancheria intima di qualunque tipo e pregio – calzature e articoli in pelle e cuoio di qualunque tipo e pregio.

Attività non contingentate:

III) Carni e frattaglie di bassa macelleria.

IV) Carni e frattaglie equine: fresche, conservate e comunque preparate e confezionate.

V) Prodotti ittici o carni delle specie ittiche: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati, ivi compresi molluschi, crostacei, echinodermi e anfibi.

VII) Dolciumi: freschi, conservati e comunque preparati e confezionati (compresi i generi di pasticceria e gelateria).

VIII) Prodotti alimentari e non alimentari per esercizi aventi superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati (trattasi di tutti i prodotti commercializzati, ad eccezione delle carni e frattaglie equine di cui alla tabella IV e della carni e frattaglie di bassa macelleria).

X) Prodotti tesili di qualunque tipo e pregio, compresi quelli per l’arredamento della casa.

XI) Oggetti preziosi.

XII) Mobili – articoli casalinghi – elettrodomestici – apparecchi radio e televisivi ed altri apparecchi per la registrazione e la riproduzione sonora e visiva e materiale accessorio – materiale elettrico.

XIII) Libri ed altre pubblicazioni realizzate con procedimenti tipografici o di altro genere, audiovisivi compresi.

XIV) Prodotti altri (trattasi di una o più categorie merceologiche tra quelle non comprese nelle tabelle precedenti).

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