CHE NE PENSI?
SATIRA O MANCANZA DI RISPETTO?

Il quotidiano La Stampa (di notevole diffusione, con oltre mezzo milione di copie) ha recentemente pubblicato un articolo di Luciana Littizzetto, che ironizza sulla figura del fotografo di matrimoni. Finche' non verra' rimosso, lo potrai leggere al link originale:
www.lastampa.it
Il testo e' comunque riportato al piede di questa stessa pagina.

L'articolo in questione ha suscitato opposti pareri. Prima di intervenire ufficialmente come Associazione, desideriamo sapere come si compone l'opinione degli Associati, dei quali dobbiamo essere portavoce.
Quindi, ti chiediamo di esprimere - molto brevemente - il tuo parere in proposito.
Per semplificare, le posizioni possono essere riassunte cosi': in quale opzione ti riconosci di piu'?

SI TRATTA DI SATIRA E' UNA MANCANZA DI RISPETTO
I comici satirici, e Luciana Littizzetto in particolare, fanno sorridere dissacrando fatti e persone. La descrizione del fotografo esagerato e dei clienti coatti fa ridere proprio perche' smitizza; se ci scandalizzassimo, dimostreremmo la poca presenza di spirito che contraddistingue le persone che si prendono troppo sul serio, con presunzione e scarsa intelligenza. Un articolo come questo dimostra solo che l'autrice non conosce cio' di cui parla, perche' nelle cerimonie per le quali viene interpellato un vero professionista le cose vanno in maniera ben diversa da come descritto. E' inoltre inaccettabile che per far sorridere i lettori si getti del fango indistintamente su tutta la categoria, con acritica e superficiale arroganza.

Abbiamo chiesto ai soci di segnalare il loro parere. 

Trovi qui il riassunto delle risposte.

 


Ecco il testo dell'articolo di Luciana Littizzetto ( http://tinyurl.com/69y33 )

Il pensiero debole

di Luciana Littizzetto 29 settembre 2006

Settembre. Andiamo. E' tempo di migrare. Lasciare la casa natia e convolare a giuste nozze. Questo è il mese perfetto per i matrimoni. Né caldo né freddo. Né bello né brutto. Comeil matrimonio appunto. Di questi tempi ovunque ti giri trovi una sposa in posa che si fa fotografare. Perché da un po' di anni a questa parte è partito sto delirio delle foto. Una volta il fotografo faceva un tot di foto sempre uguali. L'uscita dall'Alfetta, l'entrata in chiesa conl o strascico a braccetto del padre pettinato come Mal, lo scambio tremolante delle fedi, gli sposi con la lingua di fuori a prendere l'ostia e poi l'uscita con il lancio del riso pacchetto compreso.
E poi gli scatti sul sagrato. I parenti di lui. Quelli di lei. I testimoni. Gli sfigati che non rientrano in nessuna categoria e alla fine il taglio della torta e il brindisi con i gomiti incrociati. Fine. Una presenza discreta quella del fotografo, che ogni tanto sbucava per poi ritornare nell'ombra.

Adesso il fotografo è una rottura di palle infinita. Uno spaccamaroni micidiale. Un flagello continuo. Come avere un ratto nelle mutande. Fosse per lui comincerebbe a fotografarti un anno prima. Sadico. Rapisce gli sposi appena dopo l'uscita dalla chiesa e li tiene in ostaggio per minimo due ore. Li schiaffa nei parchi pubblici tra le cacche dei doberman a far finta di guardarsi con l'occhio languido mentre loro lottano disperati contro la cecagna e il calo di adrenalina. Gli invitati nel frattempo, al ristorante, imprecano come angeli dannati gonfiandosi di grissini per placare i morsi della fame, i bambini danno i numeri e vengono battuti come tappeti persiani mentre le fighette lottano con le acconciature che lentamente ma inesorabilmente cominciano a sderenarsi.

Alla fine gli sposi arrivano alle tre del pomeriggio e tutti, indistintamente, li odiano. Ma c'è di peggio. Il video. Ci sono quelli che fanno il video. Ormai se non fai il video non vale neanche più la pena di sposarti, di fare figli, o di far fare la comunione ai figli. Ma il bello è che non si fanno più i video normali, un po' sbirgoli e stortignaccoli, come li facevano i nostri papà negli anni 70. Quelli che ancora adesso ti fanno venire una tenerezza da lacrime agli occhi. Si girano colossal.

A Napoli il must è noleggiare addirittura un camion regia e uno spazio col satellite. Ci sono quelli che lo fanno in stile Padrino, con tutta la famiglia in gessato schierata sul sagrato con lo stecchino in bocca, oppure sul genere Via col vento con la sposa che svolazza qua e là impacchettata nel tulle mentre i ceri bruciano voluttuosamente. Negli ultimi tempi in più è scattata anche la perversione del back stage. Il dietro le quinte. I rumori fuori scena. E lì l'occhio indiscreto del grande fratello non si risparmia per nulla e riprende di tutto.

La sposa che fa 500 pipì prima di vestirsi, lo sposo che per ingannare l'attesa si taglia le unghie dei piedi, la sorella di lei ingrassata di 20 chili che spacca la cerniera del tailleur, il padre di lui che beve il bicarbonato perché non ha digerito la trippa della sera prima, la madre di lei in tipica isteria post mestruale e la testimone di lui vestita da trans e pettinata come Caparezza.Ma io michiedo: Perché?


 

Hit Counter