MICROSTOCK - ROYALTY FREE PHOTO
analisi del fenomeno
dal punto di vista del fotografo
Come
chiedere l'ammissione all'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti
Il microstock ha ridisegnato la mappa
del mondo delle immagini d'agenzia stock, letteralmente distruggendo una parte
del mercato delle immagini d'archivio, ed al contempo generando una nuova enorme opportunita' di mercato
globale dell'immagine.
Qui forniamo gli strumenti per capire. Decidi poi tu.
Se preferisci un'introduzione all'argomento in forma di brevi dialoghi su youtube, puoi vedere i tre brevi video di questa playlist, e poi tornare qui per gli approfondimenti.
In poche parole:
Cosa e' il "microstock"?
E' il metodo con cui le immagini vengono vendute - on-line - con cessione "royalty
free", cioe' sostanzialmente con la facolta' di fare tutto o quasi, ma
non in esclusiva (cioe' qualsiasi acquirente puo' fare altrettanto), ed a prezzi
unitari molto contenuti: a partire da un dollaro per immagini a bassa
risoluzione, fino a pochi dollari per immagini in "alta", e libere da
diritti.
Quale mercato e' stato affossato dal nuovo
fenomeno?
Ovviamente, dato che il fenomeno ha reso disponibili milioni di immagini - anche
di qualita' elevata - a prezzi eccezionalmente contenuti, il mercato delle
immagini d'archivio gestite in modo tradizionale (prezzo legato alla
destinazione d'uso) e' rimasto intatto solo per i casi in cui occorra
un'immagine in esclusiva settoriale o totale; quando al cliente non interessi il
poter contare sull'esclusiva, il nuovo sistema e' ovviamente conveniente.
Questo ha fatto crollare verticalmente la vendita di immagini d'archivio "right
managed", cioe' i cui diritti sono gestiti commercialmente (costi) e
sul piano della concessione (controllo dell'esclusiva totale o parziale).
Quale nuovo mercato e' nato da questa
tendenza?
Per contro, il fatto di poter acquistare - regolarmente - immagini fotografiche
destinate a brossure, cataloghi, siti web, pubblicazioni editorali, pubblicita'
locali, eccetera, ha ampliato il mercato moltiplicando esponenzialmente il
numero di acquirenti, cioe' di soggetti che - anziche' "recuperare" in
qualche modo l'immagine gratis - acquista le immagini con il nuovo
sistema.
Il primo passo era stata l'introduzione del sistema del "royalty
free", cioe' di immagini vendute a poche decine di dollari (o in collezioni
forfaittariamente fatte pagare alcune centinaia di dollari), ma liberamente
utilizzabili. Il concetto di base era: vendere un'immagine a poco, ma molte
volte.
Il passo successivo e' stato il microstock: vendere un'immagine a pochissimo,
ma moltissime volte, aggiungendo - oltre agli utenti tradizionali - anche
un nuovo ed enorme mercato di micro-utenza
che prima era rimasto solo a vedere, senza mai comprare.
Di quali numeri e cifre si sta parlando
I proventi per singola vendita sono
minimi: vanno da poche decine di centesimi a pochi dollari. Per iStockphoto -
una delle realta' di riferimento - la media generale di ricavo per il fotografo
per ciascun singolo download di immagini vendute e' attualmente di 1,3 dollari.
Poiche' il prezzo del download al cliente varia da un dollaro ad alcune decine
di dollari, e la commissione a favore del fotografo varia di molto (per iStockphoto, dal 20 al 40% - per fotolia dal 30 al 61%, ma su volumi inferiori),
il ricavo effettivo per ciascun download puo' andare da 20 centesimi ad una
decina di dollari per singola transazione di download (per le immagini a
"Licenza estesa", il guadagno del fotografo puo' essere di diverse
decine di auro, come anche per i video, che stanno crescendo esponenzialmente).
Per gli autori che si dedicano all'attivita' della produzione micro-stock
capendo cosa stanno facendo (e non cercando di buttare dentro delle immagini di
scarto), i proventi mensili sono paragonabili a quelli che si avevano mediante
il classico mercato delle immagini stock right-managed, e cioe' sull'ordine di:
a) Poche decine di dollari al mese con meno di 100 immagini, con poca dedizione
alla cura dell'indicizzazione e promozione;
b) Alcune centinaia di dollari al mese con un buon numero di immagini valide
(alcune centinaia), vicine alle esidenze del mercato e correttamente
indicizzate;
c) Alcune migliaia di dollari al mese - a volte molte migliaia - per le
attivita' dedicate in modo predominante alla cura del proprio stock, con
attenzione ad individuare - importantissimo - un proprio stile, ed alla corretta
indicizzazione delle foto.
Andando un po' nel dettaglio del fenomeno:
Chi e' entrato in questo gioco - chi e' per
ora rimasto fuori?
Sul fronte della clientela, si e' gia' detto che l'utenza si e' estesa da
poche centinaia di migliaia di acquirenti (editori, agenzie pubblicitarie,
aziende) ad un pubblico di parecchi milioni di utilizzatori. La sola iStockphoto
- un buon paradigma del fenomeno - conta su oltre 4 milioni di acquirenti
attivi.
Sul fronte della rappresentanza, i giochi non cambiano poi molto. Restano
sempre i grandi gruppi a controllare le iniziative che funzionano, magari
inglobandole. Gettyimages ha acquistato iStockphoto; Shutterstock ha inglobato
BigStockPhotos; Fotolia e' creatura di Oleg Tscheltzoff, giovane imprenditore
dai molteplici interessi commerciali in molti Paesi.
Sul fronte dei Fotografi, c'e' da dire qualcosa di importante: hanno
capito il meccanismo del royaltyfree e del microstock i giovani creativi,
specialmente quelli di nuova generazione, e cioe' formatisi come grafici, come
webmaster, come operatori multimediali, come creativi con interessi
"orizzontali". Non l'hanno capita, o l'hanno liquidata come deleterio
fenomeno amatoriale - la maggior parte dei fotografi professionisti provenienti
dai consueti canali di formazione fotografici.
C'e' poi un fenomeno che ricalca quello che succedeva con le agenzie stock
"classiche" negli anni '80: poiche' lavorare per l'archivio e' un
mestiere ed una specializzazione vera e propria, la mentalita' del produttore
stock - allora come adesso - si e' radicata fra gli operatori nordamericani e
dei paesi del nord-europa, ed e' molto, molto piu' misconosciuta nei paesi
latini. Il risultato e' che - nel 1980 come nel 2010 - il materiale fotografico
stock ha una sovrabbondanza di stilemi e luoghi comuni iconici tipici dei Paesi
del nord e degli USA, mentre scarseggia il materiale, specialmente animato,
adatto ai mercati europei / latini.
Capire i numeri e degli esempi concreti.
Un esempio abbastanza significativo e' dato da questo sistema indipendente di
report sui download medi effettuati da iStockphoto: per gli autori che non hanno
chiesto di rimanere anonimi, riporta il numero (orientativo) di download, il
numero di files in stock, la quota di mercato, il numero di files uploadati
negli ultimi 30 giorni, ed altro, il tutto desunto da un'applicativo esterno che
utilizza i dati - peraltro pubblici - dei contributors di www.iStockphoto.com
Vedi l'applicazione a: http://istockcharts.multimedia.de/
Ancora piu' "pettegolo", vedi qui
sotto lo "storico" di alcuni autori a caso che avevamo iniato a
monitorare nel 2007...
A meta' del 2007, infatti, avevamo fatto una prima analisi del fenomeno,
comunicando i risultati ai nostri Soci e pubblicando sul sito le considerazioni
(che - riattualizzate - proponiamo anche qui sotto, alle "argomentazioni
contrapposte").
A quella data (cioe' luglio 2007) avevamo curiosato nella posizione di una
dozzina di autori, recuperati a caso, saltando nella rete di collegamenti
reciproci fra gli autori di iStockphoto.
All'epoca il sistema indicava il numero esatto di download; ora si accontenta di
segnalare l'ordine di grandezza, comunque significativo.
In questa tabella ripendiamo i dati salienti: per ciascun autore di questo
gruppetto casuale, valutiamo quante foto aveva venduto in un mese (agosto 2007),
quante foto ha venduto nel periodo successivo (nei 25 mesi da settembre 2007 a
inizio novembre 2009), quante foto aveva in archivio nel 2007 e quante nel 2009.
Infine, qual e' stata - statisticamente - la cifra in dollari guadagnata per
ciasun mese.
Troviamo autori che hanno un po' lasciato
andare la cosa, e - caricando poche immagini, o addirittura nessuna, negli
ultimi due anni - sono rimasti al palo con poche decine di dollari al mese.
Altri si sono dati da fare ottenendo risultati ragguardevoli.
ATTENZIONE: non e' solo il numero di files che determina i risultati, ma quanto
le immagini "incontrino" nel mercato stock.
| nickname degli autori (clicca sul nome per vedere il profilo) |
storico downloads al 30 agosto 2007 | downloads venduti nel solo mese di agosto 2007 | file presenti nel portfolio (al 30 agosto 2007) |
file presenti nel portfolio (al 15 novembre 2009) |
storico
downloads alla meta' di novembre 2009 (arrotondati) |
downlaods
totali in 25 mesi (2007-2009) (approssimati) |
incasso
medio in dollari - per ciascun mese negli ultimi due anni (stima con media di 1,3 dollari a downl) |
| kr1sta | 702 | 57 | 147 | 253 | 1350 | 648 | 33.69 |
| RTimages | 2099 | 420 | 426 | 1339 | 34500 | 32401 | 1684.25 |
| Zero_style | 1140 | 119 | 510 | 532 | 2150 | 1010 | 52.52 |
| Bitter | 38049 | 219 | 1105 | 1807 | 40500 | 2451 | 127.45 |
| Brittle | 882 | 9 | 23 | 23 | 950 | 68 | 3.53 |
| Ilbusca | 3273 | 573 | 558 | 2457 | 19500 | 16227 | 843.80 |
| drgrounds | 27752 | 1824 | 557 | 590 | 51500 | 23748 | 1234.89 |
| lisegagne | 565373 | 23497 | 5135 | 6802 | 935000 | 369627 | 19220.60 |
| sodafish | 90069 | 12530 | 352 | 636 | 245000 | 154931 | 8056.41 |
| kaiserosa67 | 3836 | 180 | 362 | 989 | 11500 | 7664 | 398.52 |
| Entienou | 2510 | 825 | 310 | 623 | 13500 | 10990 | 571.48 |
| Aldra | 75110 | 2138 | 5405 | 6796 | 125000 | 49890 | 2594.28 |
Come
chiedere l'ammissione all'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti
Significative differenze culturali
Un effetto notevole attorno a questo fenomeno: come accennato in altri punti, in
Italia la produzione per lo stock non ha mai attecchito particolarmente, nemmeno
quando la fotografia viveva momenti ben piu' prosperi.
Anche ora, che il meccanismo si e' significativamente spostato verso il royalty
free, mentre negli altri Paesi la fotografia di stock di buon livello e'
considerata attivamente dai fotografi professionisti - e specialmente quelli di
"nuova generazione", come anche dei grafici, degli illustratori e dei
webdesigners - in Italia l'interesse e' stato raccolto in massima parte da un
pubblico polverizzato di fotoamatori di varia natura.
Cosi', cercando risorse in lingua inglese, ci si interfaccia con un
"popolo" di vocazione professionistica, anche se eclettica.
Cercando invece indicazioni e risorse in italiano, ci si imbatte prevalentemente
in discussioni ed elementi che fanno percepire il fenomeno come "un modo
per vedere qualcosina e far fruttare il tuo hobby".
Quali sono gli archivi on line protagonisti
ad oggi
Pur esistendo numerose
iniziative assimilabili, ha senso prendere in considerazione quelle che
detengono di fatto il mercato nel campo del micro-stock (attenzione: che NON
coincide con le agenzie che vendono free-copyright. Ad esempio, Corbis e' un
colosso mondiale del free-copyright, ma non si occupa direttamente di
micro-stock).
Se sei interessato al fenomeno, vale la pena di dedicare una mezza giornata per curiosare nei diversi sistemi (attenzione: riportiamo sotto i link alle pagine, se disponibili, della versione italiana dei siti. Se vuoi puntare a quella "madre", in tutti i casi l'url e' nomearchivio.com)
Una lista pressocche' completa, ordinata per rank Alexa, e' quella che puoi trovare a: http://www.mystockphoto.org/stock-agencies/
Come partire
In questa attivita' l'investimento e' di TEMPO.
Se sai di non avere tempo (o voglia di trovare tempo) per questa ipotesi di
differenziazione, dedica un'oretta a comprendere il fenomeno per conoscere il
"nemico" (od il futuro alleato), ma non fare le cose a meta'.
Non farti "gasare" dall'idea, dedicando poi mezza giornata per
iscriverti dappertutto ed uploadare qualche decina di foto qua e la. In questo
modo, sara' mezza giornata buttata via.
Dedica un'ora per farti un'idea generale.
Segna poi sull'agenda di dedicare - entro un paio di settimane - una giornata
intera a sviscerare il problema.
Solo dopo esserti documentato bene, decidi se partire con la nuova attivita' o
meno e, se si, inizia a lavorare con una o piu' agenzie.
Tieni poi conto che, se non vuoi che resti un tentativo sterile, devi dedicare
un po' di tempo tutti i giorni, o l'equivalente di una giornata a settimana.
Risorse nel web per approfondire il fenomeno
Volendo davvero approfondire, esistono
molte valide risorse sul web.
Sul panorama professionale italiano, da molto tempo si e' fatto attivo focalizzatore di esperienze sull'argomento "microstock" il portale Jumper (www.jumper.it), da sempre impegnato nell'indagare e cercare di comprendere le nuove tendenze fin dal loro nascere. Vale la pena di iscriversi alla loro newsletter gratuita (Sunday Jumper)
http://www.mystockphoto.org/category/italiano/ : una risorsa prevalentemente in inglese, ma eccezionalmente completa e curata, con una sezione specifica dedicata ai post italiani
http://istockcharts.multimedia.de/ : Sistema di calcolo automatico dei download effettuati degli autori attivi su iStockphoto
http://www.microstockdiaries.com/ : appunti - molto ben organizzati - di un contributor dei maggiori stock, che mette in comune l'esperienza ed i risultati
http://www.microstockdiaries.com/complete-list-of-microstock-agencies.html : dello stesso autore, lista quasi completa delle agenzie microstock
http://www.unitalianosuistock.com/: l'esperienza di un collega fotografo - Giorgio Fochesato - che ha fatto crescere il suo iniziale interesse per il microstock fino a farlo divenire l'occupazione principale.
http://www.unitalianosuistock.com/vendere-su-istockphoto/ : dello stesso autore, utilissimo tutorial in italiano per iniziare a collaborare con iStockphoto.
http://www.microstockforum.com/Photography-Articles/evaluating-agencies.html : considerazioni fondate sulla scelta del tipo di agenzia con cui lavorare
http://www.microstockgroup.com/pollsvote/ : votazioni e "polls" pubblici di un ampio forum di contributors: consente di avere il polso su come vanno le cose con i diversi archivi
http://www.istockphoto.com/forum_messages.php?threadid=46068 : lista di apps e api per iStockphoto
http://www.arcurs.com/tools : i consigli di Yuri Arcurs, uno dei maggiori "contributor" nell'universo delle immagini di micro-stock
http://www.isyndica.com/ (discutibile) sistema di massificazione dell'upload delle immagini su diversi siti (l'elemento discutibile sta nella scarsa cura che discende dall'uso di questi automatismi, che massificano la disponibilita' delle immagini, ma non producono un'ottimizzazione della visibilita' delle stesse)
Come
chiedere l'ammissione all'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti
Un convegno sul fenomeno del
microstock
Nella prima parte del 2010
parteciperemo all'organizzazione di un convegno sull'argomento, concepito e
voluto da Jumper (www.jumper.it).
I Soci dell'Associazione saranno ovviemante tenuti direttamente informati.
Se non sei Socio e desideri
comunque essere tenuto informato dell'evento, registrati alla newsletter di www.jumper.it
e alla mailing list di www.fotografi.tv
Argomentazioni contrapposte
COMPARAZIONE DELLE ARGOMENTAZIONI: argomenti a favore contrapposti agli argomenti contro....
| UNA GRANDE OPPORTUNITA' DI MERCATO | CIFRE SCANDALOSE CHE UCCIDONO IL MERCATO |
| Considerazioni
a favore del microstock rf Si guadagna come e piu' delle normali vendite d'archivio. Tentare, faticosamente, di vendere un'immagine ad un prezzo elevato e' solo una delle possibilita'. L'altra soluzione e' di vendere le immagini a prezzi bassi, ma molte volte (un po' come le suonerie o i file musicali, venduti a piccole cifre, ma generando grandi volumi). La Rete ha permesso di raggiungere rapidamente e capillarmente un'utenza che prima nemmeno pensava di acquistare immagini, ed adesso - proprio grazie alla facilita' ed all'economicita' - ha iniziato a comprare. Piccoli importi moltiplicati molte volte fanno cifre significative. La media del compenso per un download e' orientativamente di un euro. Questo significa che - laddove in archivio non ci sia solo qualche decina di immagini - i compensi percepiti in un mese sono di diverse centinaia di euro e, nei casi degli autori piu' attivi, anche di parecchie migliaia di euro. Inoltre, si sta rapidamente sviluppando
il mercato free-copyright microstock delle immagini di sintesi e,
soprattutto, del video, con margini di guadagno maggiori e per le quali
occorrono competenze che un interlocutore improvvisato non ha. |
Considerazioni
contro il microstock rf Supponiamo anche che sia possibile per alcuni guadagnare cifre interessanti (ammesso e non concesso, perche' se non si ha il tempo di catalogare correttamente le foto, le occasioni di vendita crollano drasticamente). Comunque, al di la' dell'effettiva opportunita' di vendita, il punto non e' tanto che si possa - in questi primi tempi - raggranellare qualche soldo tramite questa strada. Il punto reale che sfugge alla "nuove leve" della fotografia e' che in pochi anni operazioni di questo genere stanno vanificando decenni e decenni di professionalita' e di giusta difesa della creativita' e della fotografia. Se il cliente - a maggior ragione, su scala mondiale - percepisce che e' possibile acquistare per pochi spiccioli immagini con cui potra' poi fare quello che vuole, come si potra' pretendere poi di far pagare il giusto le altre prestazioni fotografiche? Certo, vendendo le foto a un dollaro se ne vendono tante. Ma chi ha comprato immagini di questo genere, abituato a pagare poco le immagini, tendera' a sottovalutare anche il lavoro del fotografo su commissione, e quando un fotografo "normale" gli chiedera' anche solo duecento euro per una giornata di lavoro, forse gli ridera' in faccia. Abbiamo faticosamente costruito in un secolo e mezzo la cattedrale della fotografia professionale, ed adesso un orda di "cavallette" creative si sta portando via statue, affreschi e mattoni, anche gasandosi perche' c'e' tanta roba da prendere... Bella evoluzione. |
| UN MERCATO APERTO ALL'UMANITA' | UN CASINO ED UNA PERDITA DI TEMPO |
| Considerazioni
a favore del microstock rf
Meccanismi come questi rendono possibile il confronto con centinaia di migliaia di altri autori, in una sorta di confronto reciproco estremamente stimolante. Anziche' arroccarsi nella convizione di avere inventato creativamente ogni piccolo passo, si compiono passi da gigante condividendo la conoscenza e le idee con gli altri creativi. All'interno di iStock - ad esempio - si e' sviluppata una vera e propria comunita', nella quale si creano reti di dialogo, collaborazione, suggerimenti; alcuni danno consigli, tutti condividono le esperienze reciproche, alcuni sviluppano software gratuiti - e disponibili per tutti - per la catalogazione delle immagini, per la creazione di tag efficienti, per la promozione del portfolios verso l'esterno; vengono organizzate competizioni creative, e il confonto e' continuo. La creativita' e' stimolata, la formazione e' reciproca e gratuita. E' una crescita vera, finalmente superando gli steccati del proprio micro giardinetto creativo, micromondo provinciale. Ma e' abbastanza inutile argomentare su questo aspetto: o si capisce qual e' la potenzialita' della condivisione creativa, o non lo si capisce. Ed in questo caso, si e' sostanzialmente tagliati fuori da questa evoluzione. Comunque, e' nell'ordine delle cose: se non ci si adegua ai mutamenti, si soccombe con il susseguirsi delle generazioni. Si comunica in inglese, con il mondo, ora una sorta di linguaggio universale. |
Considerazioni
contro il microstock rf
Innanzitutto una considerazione pratica: tutto questo delirio di interazione e di scambio comune significa prima di tutto una cosa: una perdita di tempo stratosferica. Ora, se il ragazzino di 19 anni puo' anche stare in cameretta tutto il giorno per cazzeggiare nel social networking con la ragazzina di Ottawa o di Baltimora, buon per lui; poi mette in stand by il computer, va in sala da pranzo e mangia quello che la mamma gli ha cucinato prima. Finisce di mangiare, la mamma sparecchia e lava, e lui torna a rifinire la sua creativita'. Lui. Io che sono un adulto e mi faccio il mazzo per far quadrare i conti, questo non lo posso fare, e "condivisioni" dei porfolios on line sono insostenibili anche solo in termini di tempo. Inoltre: la creativita' non e' un fenomeno sociale, e' squisitamente un fenomeno personale: anzi, assolutamente non riproducibile. Tutte le leggi mondiali sul diritto d'autore partono proprio da questo presupposto: difendere quel "plus" assolutamente personale e non riproducibile che la creativita' rappresenta. Quello che fanno comunita' di questo genere e' semplicemente di sfruttare (gratuitamente) la capacita' e la creativita' di quell'1% di partecipanti davvero creativi e trainanti. Gli altri, bovinamente, seguono a gregge. E' un effetto di amplificazione di massa, un effetto "auditel", non una conquista di creativita' sociale, che e' una contraddizione di termini. Si comunica in inglese, bella roba. Faccio una fatica bestiale, e meta' di quello che viene scritto lo capisco male o lo fraintendo. Perche' devo sentirmi straniero a casa mia? |
Come
chiedere l'ammissione all'Associazione
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