REGOLAMENTAZIONE E CERTIFICAZIONE
ATTENZIONE: la delega al Governo alla prossima promulgazione di una legge sulle professioni ci impone di fare delle scelte significative.
Abbiamo bisogno del tuo parere su una questione determinante, in relazione alla possibile certificazione
e regolamentazione della professione fotografica.
Puoi decidere di conoscere l'argomento
dedicandovi solo 60 secondi, oppure approfondirlo. In ogni
caso, per favore, prendi coscienza della decisione che si deve prendere, e di'
la tua, ORA.
SCEGLI:
Intuire
in 60 secondi di cosa si parla, e dire la propria.
Capire
meglio, in 5 minuti, di cosa si parla, manifestare la propria idea.
Comprendere
come stanno le cose, approfondendo, e contribuire a una scelta ragionata.
| Intuire
in 60 secondi di cosa si parla, e dire la propria
Per decisione della Comunita' Europea, niente
piu' Albi Professionali, se non sono indispendabili per difendere
gli interessi della comunita' (e non dei professionisti). Tutti i Soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile, sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente. I Membri che non soddisfacessero i requisiti di qualita' e formazione, non potrebbero restare soci. |
|
| Argomentazioni
a favore
Si tratta di un'occasione per
ottenere una sorta di certificazione di qualita' (in qualche
modo paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni
ISO 9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra
professione. |
Argomentazioni
contrarie
La nostra e' una professione
creativa, non di produzione di materiali: un "bollino" di
certificazione sarebbe assolutamente inutile, perche' la
clientela continuerebbe a scegliere sulla base della qualita' e la
creativita' offerta, e non delle patacche certificative. |
| Le
alternative: a) Continuare ad aderire come associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria. b) Non aderire come associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato. c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora. |
|
| Il sondaggio e' terminato con questi risultati: |
Percentuale
|
| 1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi | 17% |
| 2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno | 55% |
| 3) Non cambiare nulla | 23% |
| 4) Non so valutare | 4% |
| Capire
meglio - in 5 minuti - di cosa si parla, per manifestare la propria
idea.
(Questo testo
ESPANDE quello riportato sopra, con maggiori dettagli). La cosa convolge pesantemente tutti i
Soci. Tutti i soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile (costo stimabile in 150-200 euro annui), sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente, creando un certo numero di "capitoli regionali". |
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| Argomentazioni
a favore
Si tratta di un'occasione per ottenere
una sorta di certificazione di qualita' (in qualche modo
paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni ISO
9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra professione. |
Argomentazioni
contrarie
La nostra e' una professione creativa,
non di produzione di materiali: un "bollino" di certificazione
sarebbe assolutamente inutile, perche' la clientela continuerebbe a
scegliere sulla base della qualita' e la creativita' offerta, e non delle
patacche certificative. |
| Le
alternative: a) Continuare ad aderire come Associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria. b) Non aderire come Associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato. c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora. |
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| Il sondaggio e' terminato con questi risultati: |
Percentuale
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| 1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi | 17% |
| 2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno | 55% |
| 3) Non cambiare nulla | 23% |
| 4) Non so valutare | 4% |
| Comprendere
come stanno le cose, approfondendo in un quarto d'ora, e contribuire a
operare una scelta ragionata.
(Questo testo
riprende quello riportato sopra, ma viene ampliato con rimandi a
documentazione esterna). IMPORTANTE DOCUMENTAZIONE: IL TESTO DEL DDL (vedi art. 8) La cosa convolge pesantemente tutti i
Soci. Tutti i soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile (costo stimabile in 150-200 euro annui), sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente, creando un certo numero di "capitoli regionali". |
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| Argomentazioni
a favore
Si tratta di un'occasione per ottenere
una sorta di certificazione di qualita' (in qualche modo
paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni ISO
9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra professione. |
Argomentazioni
contrarie
La nostra e' una professione creativa,
non di produzione di materiali: un "bollino" di certificazione
sarebbe assolutamente inutile, perche' la clientela continuerebbe a
scegliere sulla base della qualita' e la creativita' offerta, e non delle
patacche certificative. |
| Le
alternative: a) Continuare ad aderire come Associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria. b) Non aderire come Associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato. c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora.
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| Il sondaggio e' terminato con questi risultati: |
Percentuale
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| 1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi | 17% |
| 2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno | 55% |
| 3) Non cambiare nulla | 23% |
| 4) Non so valutare | 4% |
IMPORTANTE DOCUMENTAZIONE: IL TESTO DEL DDL (vedi art. 8)
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