REGOLAMENTAZIONE E CERTIFICAZIONE

Cliccando qui vai alla pagina del Governo sulla riforma. Scarica il file in pdf e LEGGI l'ARTICOLO 8, che e' quello che ci riguarda!

ATTENZIONE: la delega al Governo alla prossima promulgazione di una legge sulle professioni ci impone di fare delle scelte significative. 

Abbiamo bisogno del tuo parere su una questione determinante, in relazione alla possibile certificazione e regolamentazione della professione fotografica.
Puoi decidere di conoscere l'argomento dedicandovi solo 60 secondi, oppure approfondirlo. In ogni caso, per favore, prendi coscienza della decisione che si deve prendere, e di' la tua, ORA.

 

SCEGLI:

Intuire in 60 secondi di cosa si parla, e dire la propria.

Capire meglio, in 5 minuti, di cosa si parla, manifestare la propria idea.

Comprendere come stanno le cose, approfondendo, e contribuire a una scelta ragionata.


 

Intuire in 60 secondi di cosa si parla, e dire la propria

Per decisione della Comunita' Europea, niente piu' Albi Professionali, se non sono indispendabili per difendere gli interessi della comunita' (e non dei professionisti). 
Quindi, niente Albo dei Fotografi, ne' ora ne mai.
In alternativa, stiamo seguendo, da 15 anni, un progetto di legge che porterebbe ad un sistema di taglio anglosassone: Associazioni certificate, appartenendo alle quali si ottiene una sorta di certificazione professionale.
Questa certificazione sarebbe facoltativa: non e' indispensabile per esercitare l'attivita', ne' e' obbligatorio aderire alle associazioni certificanti.
Ora il Governo ha il mandato per promulgare questa legge, e dobbiamo decidere rapidamente cosa fare, perche' ci sono importanti "pro" e "contro".
La cosa convolge pesantemente tutti i Soci.
PRO: se continuiamo a seguire il progetto, potranno restare soci TAU Visual solo coloro che soddisferanno i requisiti di qualita' e di formazione costante, ed i Soci avranno questa sorta di "marchio di qualita'", non obbligatorio ma distintivo. Si tratta della strada che rendera' possibile una sorta di riconoscimento pubblico. 
CONTRO: se seguiremo questa strada, l'adeguamento costera' alla struttura ed ai Soci tempo e denaro: un aumento di circa due volte e mezzo la quota attuale, e l'obbligatorieta' alla partecipazione a sistemi di controllo e di formazione costanti. E' inoltre probabile che la certificazione verra' richiesta prevalentemente dai fotografi poco "riconosciuti" dal mercato, e non dai piu' affermati, che non hanno bisogno di patentini per essere richiesti dalla loro clientela.

Tutti i Soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile, sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente. I Membri che non soddisfacessero i requisiti di qualita' e formazione, non potrebbero restare soci.

Argomentazioni a favore

Si tratta di un'occasione per ottenere una sorta di certificazione di qualita' (in qualche modo paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni ISO 9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra professione. 
L'Associazione verrebbe "scremata" dai membri meno validi e di minor professionalita', perche' non potrebbero restare soci i fotografi che non rispettassero gli standard richiesti. Il curriculum del Socio si arricchirebbe di un elemento distintivo
Poiche' non esiste la possibilita' dell'istituzione di un Albo professionale, almeno avremmo un percorso di riconoscimento pubblico, e questo risultato vale qualche sforzo economico e di tempo.

Argomentazioni contrarie

La nostra e' una professione creativa, non di produzione di materiali: un "bollino" di certificazione sarebbe assolutamente inutile, perche' la clientela continuerebbe a scegliere sulla base della qualita' e la creativita' offerta, e non delle patacche certificative. 
Non sarebbe un sistema qualificante per la categoria: al contrario, vi aderirebbero principalmente i fotografi scarsamente "riconosciuti" dal mercato, e che sperano in un patentino che li renda piu' credibili. 
I soci migliori, gia' gratificati dal loro successo professionale, non avranno bisogno del sistema e non vorranno farsi carico di ulteriori costi, con l'effetto di un'emorragia di "cervelli creativi".
Solo costi maggiori e burocratizzazione.

Le alternative:
a) Continuare ad aderire come associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria.
b) Non aderire come associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato.
c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora.

 

Il sondaggio e' terminato con questi risultati:
Percentuale
1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi 17%
2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno 55%
3) Non cambiare nulla 23%
4) Non so valutare 4%

 


 

Capire meglio - in 5 minuti - di cosa si parla, per manifestare la propria idea.

(Questo testo ESPANDE quello riportato sopra, con maggiori dettagli).
Per orientamento legislativo Comunitario, NON vengono piu' istituiti Albi Professionali se non nel (rarissimo) caso di necessita' di protezione dell'interesse della comunita'.
Quindi, Albi Professionali che definiscano e proteggano una categoria professionale (come i fotografi) non vengono ne' verranno mai istituiti, perche' l'albo difenderebbe una categoria e non la comunita'. 
Per ovviare a questo, da oltre 15 anni l'Associazione segue un progetto, sorto all'interno del Cnel, per giungere ad un sistema di riconoscimento professionale per tramite del riconoscimento delle associazioni professionali, cosi' come avviene in altri Paesi, specie di cultura anglosassone.
Di fatto, lo Stato riconoscerebbe alcune associazioni che soddisfino determinati requisiti, ed i soci appartenenti a tali associazioni sarebbero, di conseguenza, "certificati". L'appartenenza alle Associazioni certificanti e l'ottenimento della certificazione NON sarebbe tuttavia ne' obbligatorio, ne' necessario per l'esercizio della professione.
Chi ci segue da piu' tempo, avra' seguito i vari gradini dell'evoluzione del progetto. Ora, il Governo ha delega per l'attuazione di quella che potrebbe diventare la legge che regolamentera' questo sistema "duale": Ordini professionali da una parte (dove occorre protezione della comunita') e Associazioni certificate dell'altra (ove si desidera definizione e protezione della professionalita').

La cosa convolge pesantemente tutti i Soci.
PRO: se continuiamo a seguire il progetto, potranno restare soci TAU Visual solo coloro che soddisferanno i requisiti di qualita' e di formazione costante, ed i Soci avranno questa sorta di "marchio di qualita'", non obbligatorio ma distintivo. Si tratta della strada che rendera' possibile una sorta di riconoscimento pubblico. 
CONTRO: se seguiremo questa strada, l'adeguamento costera' alla struttura ed ai Soci tempo e denaro: un aumento di circa due volte e mezzo la quota attuale, e l'obbligatorieta' alla partecipazione a sistemi di controllo e di formazione costanti. E' inoltre probabile che la certificazione verra' richiesta prevalentemente dai fotografi poco "riconosciuti" dal mercato, e non dai piu' affermati, che non hanno bisogno di patentini per essere richiesti dalla loro clientela.

Tutti i soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile (costo stimabile in 150-200 euro annui), sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente, creando un certo numero di "capitoli regionali".

Argomentazioni a favore

Si tratta di un'occasione per ottenere una sorta di certificazione di qualita' (in qualche modo paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni ISO 9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra professione. 
L'Associazione verrebbe "scremata" dai membri meno validi e di minor professionalita', perche' non potrebbero restare soci i fotografi che non rispettassero gli standard richiesti. Il curriculum del Socio si arricchirebbe di un elemento distintivo
Poiche' non esiste la possibilita' dell'istituzione di un Albo professionale, almeno avremmo un percorso di riconoscimento pubblico, e questo risultato vale qualche sforzo economico e di tempo.
Il percorso formativo continuo (corsi ed esami sul percorso) garantirebbe il mantenimento nel tempo della qualita' dei soci certificati, a tutto vantaggio della affidabilita' del sistema di certificazione.

Argomentazioni contrarie

La nostra e' una professione creativa, non di produzione di materiali: un "bollino" di certificazione sarebbe assolutamente inutile, perche' la clientela continuerebbe a scegliere sulla base della qualita' e la creativita' offerta, e non delle patacche certificative. 
Non sarebbe un sistema qualificante per la categoria: al contrario, vi aderirebbero principalmente i fotografi scarsamente "riconosciuti" dal mercato, e che sperano in un patentino che li renda piu' credibili. 
I soci migliori, gia' gratificati dal loro successo professionale, non avranno bisogno del sistema e non vorranno farsi carico di ulteriori costi, con l'effetto di un'emorragia di "cervelli creativi".
Solo costi maggiori e burocratizzazione.
Il percorso formativo continuo e' solamente una ghiotta occasione per le  strutture che vendono corsi, e che avrebbero in questo meccanismo semplicemente un business formativo.

Le alternative:
a) Continuare ad aderire come Associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria.
b) Non aderire come Associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato.
c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora.

 

Il sondaggio e' terminato con questi risultati:
Percentuale
1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi 17%
2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno 55%
3) Non cambiare nulla 23%
4) Non so valutare 4%
 

 


 

Comprendere come stanno le cose, approfondendo in un quarto d'ora, e contribuire a operare una scelta ragionata.

(Questo testo riprende quello riportato sopra, ma viene ampliato con rimandi a documentazione esterna).
Per orientamento legislativo Comunitario, NON vengono piu' istituiti Albi Professionali se non nel (rarissimo) caso di necessita' di protezione dell'interesse della comunita'.
Quindi, Albi Professionali che definiscano e proteggano una categoria professionale (come i fotografi) non vengono ne' verranno mai istituiti, perche' l'albo difenderebbe una categoria e non la comunita'. 
Per ovviare a questo, da oltre 15 anni l'Associazione segue un progetto, sorto all'interno del Cnel (cliccando qui puoi consultare dal sito del CNEL l'importante Quinto Rapporto del CNEL. Se avessi problema nel download, puoi richiederlo alla nostra sede, o al sito del Colap), per giungere ad un sistema di riconoscimento professionale per tramite del riconoscimento delle associazioni professionali, cosi' come avviene in altri Paesi, specie di cultura anglosassone. Avevamo descritto gli ultimi passi a questo link, e gli Stati Generali del 2004 a questo link.
Attualmente, le associazioni aderenti al Colap (clicca qui) sono quelle che seguono il progetto.
Di fatto, lo Stato riconoscerebbe alcune associazioni che soddisfino determinati requisiti, ed i soci appartenenti a tali associazioni sarebbero, di conseguenza, "certificati". L'appartenenza alle Associazioni certificanti e l'ottenimento della certificazione NON sarebbe tuttavia ne' obbligatorio, ne' necessario per l'esercizio della professione.
Chi ci segue da piu' tempo, avra' seguito i vari gradini dell'evoluzione del progetto. Ora, il Governo ha delega per l'attuazione di quella che potrebbe diventare la legge che regolamentera' questo sistema "duale": Ordini professionali da una parte (dove occorre protezione della comunita') e Associazioni certificate dell'altra (ove si desidera definizione e protezione della professionalita').

IMPORTANTE DOCUMENTAZIONE: IL TESTO DEL DDL (vedi art. 8)

La cosa convolge pesantemente tutti i Soci.
PRO: se continuiamo a seguire il progetto, potranno restare soci TAU Visual solo coloro che soddisferanno i requisiti di qualita' e di formazione costante, ed i Soci avranno questa sorta di "marchio di qualita'", non obbligatorio ma distintivo. Si tratta della strada che rendera' possibile una sorta di riconoscimento pubblico. 
CONTRO: se seguiremo questa strada, l'adeguamento costera' alla struttura ed ai Soci tempo e denaro: un aumento di circa due volte e mezzo la quota attuale, e l'obbligatorieta' alla partecipazione a sistemi di controllo e di formazione costanti. E' inoltre probabile che la certificazione verra' richiesta prevalentemente dai fotografi poco "riconosciuti" dal mercato, e non dai piu' affermati, che non hanno bisogno di patentini per essere richiesti dalla loro clientela.

Tutti i soci, per restare tali, dovrebbero sottoscrivere una polizza di assicurazione di responsabilita' civile (costo stimabile in 150-200 euro annui), sostenere periodicamente valutazioni della qualita', partecipare a percorsi di formazione ed aggiornamento obbligatori. La struttura associativa dovrebbe articolarsi piu' capillarmente, creando un certo numero di "capitoli regionali".

Argomentazioni a favore

Si tratta di un'occasione per ottenere una sorta di certificazione di qualita' (in qualche modo paragonabile - come esempio - agli standard delle certificazioni ISO 9000), che darebbe risalto alla qualita' della nostra professione. 
L'Associazione verrebbe "scremata" dai membri meno validi e di minor professionalita', perche' non potrebbero restare soci i fotografi che non rispettassero gli standard richiesti. Il curriculum del Socio si arricchirebbe di un elemento distintivo
Poiche' non esiste la possibilita' dell'istituzione di un Albo professionale, almeno avremmo un percorso di riconoscimento pubblico, e questo risultato vale qualche sforzo economico e di tempo.
Il percorso formativo continuo (corsi ed esami sul percorso) garantirebbe il mantenimento nel tempo della qualita' dei soci certificati, a tutto vantaggio della affidabilita' del sistema di certificazione.

Argomentazioni contrarie

La nostra e' una professione creativa, non di produzione di materiali: un "bollino" di certificazione sarebbe assolutamente inutile, perche' la clientela continuerebbe a scegliere sulla base della qualita' e la creativita' offerta, e non delle patacche certificative. 
Non sarebbe un sistema qualificante per la categoria: al contrario, vi aderirebbero principalmente i fotografi scarsamente "riconosciuti" dal mercato, e che sperano in un patentino che li renda piu' credibili. 
I soci migliori, gia' gratificati dal loro successo professionale, non avranno bisogno del sistema e non vorranno farsi carico di ulteriori costi, con l'effetto di un'emorragia di "cervelli creativi".
Solo costi maggiori e burocratizzazione.
Il percorso formativo continuo e' solamente una ghiotta occasione per le  strutture che vendono corsi, e che avrebbero in questo meccanismo semplicemente un business formativo.

Le alternative:
a) Continuare ad aderire come Associazione al sistema di riconoscimento e certificazione "pubblica". Se si soddisfano i requisiti, si otterrebbe una certificazione non obbligatoria ma qualificante. Il costo annuo per socio si assesterebbe attorno ai 250 euro, piu' l'assicurazione obbligatoria.
b) Non aderire come Associazione al sistema "pubblico di certificazione", ma continuare nell'attuale configurazione associativa, istituendo un "marchio di qualita'" interno all'Associazione, pubblicizzato verso l'esterno, ma non riconosciuto dallo Stato.
c) Non fare nulla di diverso da quello che si sta facendo ora.

 

 

Il sondaggio e' terminato con questi risultati:
Percentuale
1) Aderire al sistema pubblico di certificazione, con costi e vantaggi 17%
2) Non aderire al sistema pubblico, ma istituire un marchio di qualita' interno 55%
3) Non cambiare nulla 23%
4) Non so valutare 4%

 


IMPORTANTE DOCUMENTAZIONE: IL TESTO DEL DDL (vedi art. 8)


 

 

 

 

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