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tariffario professionale
testi descrittivi
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come usare questo tariffario
Non saltate queste righe, perché sono indispensabili alluso corretto di queste informazioni.
Questo tariffario è stato concepito come strumento di lavoro non solamente per il fotografo produttore di immagini, ma anche e soprattutto per chi utilizza limmagine fotografica ad ogni titolo (editore, agenzia pubblicitaria, azienda, ufficio stampa, cliente privato, eccetera).
In questi testi si trova la spiegazione non solamente delle tariffe duso in campo fotografico, ma anche del modo con cui il mercato ha determinato queste tariffe.
Questo rende possibile la comprensione dei meccanismi apparentemente oscuri che determinano le enormi variazioni tariffarie presenti sul mercato professionale e, soprattutto, offre alcuni strumenti per valutare con cognizione di causa il proprio fornitore fotografo.
Attenzione: consultare le tabelle dei prezzi
(contenute
in un altro file) senza leggere con
attenzione i testi che le accompagnano (qui di seguito)
porta solo a confondersi le idee.
E indispensabile rifarsi alle spiegazioni che seguono qui, e solo dopo
consultare le tabelle.
(come ricevere il volumetto di 128 pagine)
Perche'
variano le tariffe
Investire in immagine
Determinazione
delle tariffe professionali
Le agenzie
d'archivio: un caso a parte
Come usare il
tariffario
SCHEMA PER LA
RICERCA RAPIDA DI UNA TARIFFA
se l'immagine
e' ancora da realizzare
se l'immagine e'
gia' stata realizzata
Il livello
professionale
Chiarimenti per il
fotografo
come
determinare il prezzo a giornata
Chiarimenti per
l'utilizzatore di foto
come si formano i
prezzi delle immagini
Come si diventa soci TAU Visual
Ti consigliamo di leggere le TABELLE DEI PREZZI dopo aver consultato le spiegazioni che seguono.
Spese alte, pochi giorni fatturabili.
In alcuni casi, viene da chiedersi perché mai le
tariffe dei fotografi di buon livello siano apparentemente così salate. Perché, in
pratica, ci si sente chiedere importi superiori al milione di lire al giorno, per una
prestazione che - per quanto specializzata - sembra potere essere svolta da un qualsiasi
creativo con alcune competenze tecniche? Inoltre, perché alcuni professionisti si vendono
a prezzi molto superiori di quelli applicati da altri?
E presto detto. Fatta eccezione per coloro che - in realtà - non vivono realmente
di fotografia, ma semplicemente "arrotondano", qualsiasi reale professionista
deve allestire e mantenere unattrezzatura ed una struttura dai costi elevati. Uno
studio fotografico per fotografia commerciale minimamente attrezzato impegna parecchie
decine di milioni, ed altrettanto costa una piccola stazione di elaborazione digitale. I
costi annui di affitto dei locali, di promozione, di imposte fisse, eccetera, portano
solitamente attorno ai 40-70 milioni annui i costi fissi di gestione.
Al di là dei giorni lavorati, tuttavia, un fotografo mediamente attivo può contare su circa 60-70 giorni annui effettivamente fatturabili a qualche cliente. Una semplice operazione porta alla... dura verità: semplicemente per recuperare le spese fisse, senza guadagnare, uno studio fotografico medio deve fatturarsi almeno a 700 - 800.000 lire al giorno.
Diversamente, lavorerebbe sottocosto.
Inoltre, la fotografia è un mestiere solo in apparenza semplice. Chi inizia
lattività di fotografo pensando di ottenere rapidamente risultati di buona
qualità, va incontro ad una delusione certa: imparare a fotografare bene, specie in
alcuni settori, richiede anni, oltre ad una qual certa predisposizione naturale, che non
tutti hanno.
E una situazione simile al pianoforte: pestare su qualche tasto è semplice, e
questo può dare lillusione che sia semplice suonare. In realtà, per imparare a
suonare professionalmente occorrono anni ed anni.
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Chi dedica più attenzione al dettaglio ed alla creatività ha costi molto maggiori.
Quei professionisti che curano con particolare
attenzione ogni fase del loro lavoro impegnano in questo modo molto più tempo, dedicato
alla rifinitura del dettaglio.
Curare le proprie immagini in ogni fase, dallo styling (disposizione del set)
allilluminazione, dalla scelta dei materiali alle variabili di trattamento, può
significare un dispendio di tempo anche di cinque o sei volte superiore a quello
necessario per la realizzazione di unimmagine semplicemente "corretta".
Inoltre, i fotografi a cui stia a cuore lo spessore creativo della loro produzione
dedicano molto tempo alla ricerca personale, allinformazione ed alla rifinitura
stilistica. Ovviamente, su base annuale, questa attenzione al miglioramento comporta il
fatto che molte giornate di lavoro e di ricerca non siano ovviamente fatturabili a
nessuno, con un conseguente aggravio dei costi a giornata di "shooting".
Oltre alle dinamiche di equilibrio fra domanda ed offerta (il fotografo più richiesto ha
prezzi più alti) è quindi per una concreta conseguenza quasi "contabile", che
il lavoro di un professionista creativo costa solitamente di più rispetto a quello di un
buon semplice esecutore.
Parafrasando un aneddoto famoso, il fotografo creativo non chiede milioni per una foto che
gli è costata un giorno di lavoro: chiede milioni per una foto che è costata un lavoro
di dieci anni ed un giorno.
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E presto detto: raffazzonare
unimmagine fotografica può fare risparmiare qualche centinaio di migliaia di lire,
rendendo però molto meno efficace la comunicazione pubblicitaria o giornalistica. In una
parola, significa risparmiare un milione per indebolire lefficacia di iniziative che
assorbono budget di decine o centinaia di milioni, se non miliardi.
La parola scritta richiede attenzione e concentrazione, mentre limmagine comunica
con immediatezza e con forza. La parola scritta è necessaria per trasmettere concetti
complessi (come questo tariffario), ma nella comunicazione pubblicitaria lefficacia
e limmediatezza dellimmagine è assolutamente imbattibile ed insostituibile.
In una rivista le immagini vengono viste e percepite sempre, mentre i testi si leggono
solo in alcuni casi.
Nelle affissioni e nella cartellonistica, spesso si ricorda limmagine portante, ma
non sempre il messaggio scritto.
Le pagine pubblicitarie tabellari si scorrono per pochi secondi: il messaggio percepito è
quasi sempre unicamente quello trasmesso dallimmagine.
Fra le notizie ed i trafiletti pubblicati in un periodico, si scorgono quelli illustrati
da unimmagine, mentre nella maggior parte dei casi si sorvola sui trafiletti di solo
testo.
Perfino una cerimonia privata può essere - attraverso limmagine- fatta percepire
dalle persone che erano assenti allavvenimento come più o meno riuscita, in
funzione della scelta delle immagini.
Lesinare sulla capacità di comunicazione dellimmagine significa gettare al vento
gran parte del resto dellinvestimento: acquisto di spazi pubblicitari, realizzazione
di articoli e notizie, documentazione di avvenimenti. Nel mondo dellinformazione, la
sostanza della comunicazione passa in grandissima parte attraverso il linguaggio
inespresso delle immagini. TABELLE
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DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE PROFESSIONALI
Il servizio fotografico non ha un suo valore commerciale assoluto. Sono molte le variabili che determinano il prezzo finale. Sul costo di ciascun lavoro influiscono, fra laltro:
1) Il livello professionale
del fotografo contattato.
2) La complessità di realizzazione dellimmagine, sul piano tecnico od
organizzativo.
3) Lapporto creativo richiesto al fotografo.
4) La destinazione duso della fotografia.
5) Lentità della commessa di lavoro.
Se il problema delle tariffe fosse riconducibile
alla sola difficoltà tecnica di realizzazione delle immagini, la valutazione del
"valore" dellimmagine sarebbe semplice. Dato che, invece, occorre dare un
preciso valore commerciale a molti elementi di difficile quantificazione, ecco comparire
diversi parametri e diversi sistemi di calcolo.
Vediamo prima nel dettaglio quali siano le diverse variabili, e poi come queste si
applichino ai diversi settori di impiego.
Nel dettaglio:
1) Il livello professionale del fotografo
contattato.
Largomento viene affrontato nel dettaglio nellapposita pagina del sito.
Così come avviene in qualsiasi professione intellettuale, è possibile rivolgersi
alluno od allaltro professionista, (medico, avvocato, commercialista,
eccetera) sapendo che leffettiva capacità professionale e la
"visibilità" sul mercato di ciascun professionista genera tariffe ben diverse
fra loro.
2) La complessità di realizzazione
dellimmagine sul piano tecnico od organizzativo.
Laffermazione che una fotografia complessa sul piano tecnico (o quello
organizzativo) richiede più tempo per la sua realizzazione e quindi costa di più è
banale perché ovvia.
Ciò che, invece, spesso non si considera con altrettanta naturalezza è il fatto che
lincremento di qualità al di sopra dello standard base comporta aumenti dei costi
di produzione non solo "proporzionali", ma "più che proporzionali".
Facciamo un esempio banale, ma molto vicino al concetto valido anche la fotografia.
Comprare un paio di etti di riso e farli bollire costa pochissimo. Farsi preparare in
trattoria od in mensa un piatto di riso in bianco costa ancora abbastanza poco, anche se
rispetto al costo delle materie prime il lavoro e la "struttura"
della trattoria fanno già lievitare il prezzo di una decina di volte. Se quel riso deve
diventare un risotto con la possibilità di scelta "alla carta", il servizio
sarà molto migliore, ma il fatto di dovere garantire la disponibilità di diversi
condimenti rappresenterà un incremento notevole dei costi generali, e il riso costerà
due o tre volte tanto, o anche più se ci si rivolgerà ad un buon ristorantino. Se al
risotto, già curato, si aggiungeranno condimenti di pregio (come i tartufi) il costo
sarà di parecchio superiore, e cioè si eleverà in maniera più che proporzionale. Se,
poi, si desidera mangiare un risotto prelibato preparato da un maestro nel suo campo, i
costi di promozione, di rappresentanza e il surplus legato alla fama dello chef porteranno
il costo finale ad essere anche di cento volte superiore a quello di un piatto base di
riso. Siamo sempre dinanzi ad un risotto, ma ad ogni miglioramento, il perfezionare il
risultato richiede sforzi sempre più consistenti.
Allo stesso modo, raggiungere livelli di perfezionamento elevati su immagini fotografiche
abbastanza complesse richiede un dispendio di tempo molto, molto maggiore rispetto a
quanto non occorra per migliorare in modo avvertibile unimmagine semplice. Così,
tanto maggiore è il livello di qualità raggiunta, tanto più costoso - per tutti,
cliente e fotografo stesso - è il passaggio ad un grado superiore di perfezionamento
tecnico.
3) Lapporto creativo richiesto al fotografo.
Come già descritto in precedenza, la crescita della capacità creativa ed interpretativa
di un fotografo richiede molta esperienza, oggettive capacità (rare) e applicazione.
Sapere parlare è alla portata di tutti.
Saper parlare bene è cosa che solo una parte delle persone sa fare. Saper parlare bene ed
essere capaci di convincere e coinvolgere gli uditori, è un dono che hanno solo in pochi.
Tanto più elevato è il grado di coinvolgimento creativo richiesto al fotografo, tanto
più tempo occorrerà (e sarà occorso negli anni precedenti) al fotografo stesso per
offrire i suoi servizi a quel livello.
4) La destinazione duso della fotografia.
A parità di tutti gli altri fattori considerati agli altri punti, quanto più elevato è
il numero di persone che potranno a vedere limmagine fotografica, tanto più elevato
sarà il suo costo.
Questo elemento è la diretta conseguenza di una dinamica di mercato ben conosciuta in
tanti altri settori: la pagina pubblicitaria di una rivista costa di più se sono molte le
copie vendute. I diritti percepiti dal cantante, o dal produttore di software, aumentano
in proporzione del numero di copie dei CD prodotti.
Anche in fotografia vale la stessa dinamica, prevista per legge (legge 633/41 e Dpr
19/79).
Concretamente, le immagini realizzate per essere viste da poche persone (cataloghi di
bassa diffusione, pieghevoli, immagini per usi di documentazione interna) costeranno meno
di quelle destinate alla pubblicità. Evidentemente, un manifesto, una pagina
pubblicitaria, un cartellone, sono realizzate per essere viste da centinaia di migliaia, o
milioni, di persone.
5) Lentità della commessa
di lavoro.
Come è abbastanza intuibile, il costo per la realizzazione di una o due immagini la cui
produzione sia isolata da altre è maggiore rispetto a quanto si verrebbero a pagare
unitariamente immagini simili, ma realizzate in un contesto di venti o trenta riprese.
Questo è un meccanismo semplice da afferrare.
Occorre mezza giornata di preparativi e lavori collaterali per realizzare una ripresa di
catalogo, ma occorrerà poco tempo in più per realizzarne una dozzina, dato che tutte le
fasi preliminari e quelle di contorno sono identiche. Far realizzare un servizio composto
di molte immagini, di conseguenza, comporta un costo unitario per immagine anche molto
differente da quello che si raggiunge per piccoli lavori.
Anche nella cessione di diritti di utilizzo di immagini già esistenti, la quantità
consente allagenzia o al produttore di distribuire meglio i costi generali e,
quindi, di applicare sconti interessanti. TABELLE
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AGENZIE DARCHIVIO: UN CASO A PARTE
Le agenzie darchivio (stock) svolgono una
funzione preziosa nel mercato della fotografia pubblicitaria ed editoriale: organizzano il
lavoro di migliaia di professionisti, rendendo rapido e semplice per il cliente trovare
immagini già realizzate ed adatte alle loro esigenze.
Le tariffe di ciascuna agenzia stock possono variare (a volte anche sensibilmente)
rispetto a quelle indicate in questo tariffario. Alcune voci possono essere leggermente
più contenute, altre più costose. Ciò è normale, perché agenzie diverse rappresentano
diversi generi di immagini, hanno differenti accordi con i fotografi e sopportano costi
gestionali differenti.
Due cose sono certe:
A) Sono le agenzie presenti sul mercato con i prezzi più "pieni" a riuscire a
mantenere la rappresentanza dei migliori fotografi produttori per lo stock.
B) Le agenzie stock che cedono diritti di utilizzo a prezzi molto più bassi rispetto a quelli applicati dai concorrenti non vanno considerate come agenzie "disponibili" nei confronti dei clienti, od "illuminate" sulle tendenze di mercato. I ribassi ai limiti del patologico nella cessione di diritti da parte delle agenzie, infatti, si ripercuotono in ultima analisi solo sui fotografi, che sono i veri produttori delle immagini.
Se unagenzia sconta pesantemente un diritto duso, in realtà fa pagare ad altri (i fotografi) questa sua concessione.
Anche i faraoni, nellantico Egitto, hanno fatto grandi opere; le hanno fatte, però, sfruttando il lavoro degli schiavi, e non curandosi di quanti ne morivano. I prezzi innaturalmente ribassati "uccidono" il mercato della produzione, nel senso che mettono i fotografi in condizione di non potere, oggettivamente, più lavorare. Si diffidi, quindi, dellagenzia che cede diritti duso a prezzi stracciati: fatte salve alcune rare eccezioni, quellagenzia sta sfruttando il lavoro altrui, contribuendo a rovinare il settore.
Infatti, unagenzia che riduca il costo unitario delle immagini potrà sempre contare su questo ragionamento: se il cliente a cui vendo le foto a poco mi garantisce comunque di comprarne molte e quindi mi garantisce un fatturato in ogni caso elevato, il mio guadagno (circa il 50% del fatturato) resterà intatto.
Se, da un lato, questo sillogismo non fa una grinza (è infatti vero che lagenzia su un fatturato di 100 percepisce sempre 50, indipendentemente da come ha formato quel fatturato pari a 100), è anche vero che se i prezzi unitari (a foto) scendono, chi produce le fotografie conterà su margini sempre più assottigliati, e dovrà scegliere fra il cessare lattività, od il produrre affrettatamente e male più materiale fotografico possibile. A svantaggio suo, dellagenzia, del cliente e della qualità della fotografia in circolazione.
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Il modo migliore per farsi realmente unidea
completa delle tariffe professionali in fotografia è LEGGERE questo volumetto, per
intero, anziché vagare qua e là.
Molte delle dinamiche sono abbastanza complesse, e occorre quindi un po di pazienza
per capirne il meccanismo.
Appena possibile, quindi, conviene leggere lintera sezione descrittiva del
tariffario, per avere una visione dinsieme che permetta di capire quale sistema di
tariffazione usare.
Infatti ESISTONO DIVERSE "STRADE" PER DETERMINARE LA TARIFFA professionale.
Questo volumetto le descrive e riassume tutte; poiché ognuna ha le sue caratteristiche,
lunico modo per non esserne disorientati è capire come il mercato si comporta in
unoccasione piuttosto che in un'altra.
Non vogliatecene: questa "frammentazione" non labbiamo inventata noi, ma
si è venuta a creare come stato di fatto, generato dalla libera concorrenza e dalle leggi
di mercato. Noi abbiamo solo tentato una descrizione analitica (questo tariffario).
Così, per una corretta
comprensione del tariffario:
1) NON consultare direttamente le tabelle numeriche senza aver prima letto le descrizioni
relative.
2) Individuare la propria esigenza di qualità/creatività e, di conseguenza, il livello
di fotografo a cui rivolgersi.
3) Usare lo schema seguente per trovare la sezione di tariffario più adatta alla propria
situazione. TABELLE
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La prima domanda da porsi è sul fatto che limmagine sia da realizzare appositamente, o se invece si tratti di acquistare i diritti di utilizzo di una fotografia già esistente.
A) Se limmagine è ancora da realizzare, il suo costo finale comprenderà la realizzazione ed il diritto duso, secondo le dinamiche descritte più avanti.
B) Se limmagine già esiste, si pagherà allagenzia od al fotografo il diritto per lutilizzazione dellimmagine scelta (vedi tariffario)
A - SE LIMMAGINE E ANCORA DA REALIZZARE:
Nel caso si debba richiedere al fotografo di realizzare unimmagine appositamente per i propri fini, queste le possibilità:
A1) Si tratta di immagini da usarsi per leditoria: Si utilizza il tariffario editoriale. TABELLE .
A2) Si tratta di immagini ad uso pubblicitario e commerciale. TABELLE Tuttavia, per gli impieghi pubblicitari occorrono ulteriori specifiche.
In questo specifico caso, infatti, luso pubblicitario potrà essere di bassa diffusione (come i cataloghi, i depliants) o di alta diffusione (campagne stampa, affissioni, cataloghi di alta tiratura).
Limmagine verrà utilizzata per:
(A.2.1)*** USI COMMERCIALI DI BASSA DIFFUSIONE (Cioè: cataloghi non oltre le 5.000 copie, pieghevoli, volantini, brossure, .ecc.)
A.2.1.1 - Se le immagini da realizzare sono poche (3 o 4) : si applica tariffario ad immagine TABELLE .
A 2.1.2 - Se le immagini da realizzare sono molte, il prezzo va forfaittizzato: si applica tariffario a giornata, o prezzi forfetari basati su tale tariffario. TABELLE
(A.2.2)*** USI COMMERCIALI DI MEDIO - ALTA OD ALTA DIFFUSIONE, CHE PRESUPPONGONO CIOE MOLTI OSSERVATORI (Campagne pubblicitarie, campagne stampa ed affissione, cataloghi o stampati promozionali con tiratura superiore alle 5.000 copie, cartelli vetrina, manifesti, eccetera). Al tariffario a giornata si aggiungono i diritti di utilizzo, eventualmente forfaittizzando il prezzo verso il basso. Vedi tariffario a giornata TABELLE e tariffario per diritti di utilizzo TABELLE
A3) Si tratta di immagini ad uso esclusivamente privato (matrimoni, cerimonie, ritratti privati): si veda il tariffario per fotografia per privati, TABELLE
B - SE LIMMAGINE E GIA STATA REALIZZATA
Si applica tariffario basato sui diritti di utilizzo, in relazione a quello che sarà limpiego desiderato dal cliente che la richiede. TABELLE .
Le immagini possono essere utilizzate per gli impieghi più diversi, che comportano differenti diritti di utilizzo. . Troverete dunque le tariffe per gli impieghi di affissione, campagna stampa, impieghi multimediali, diritti di utilizzo vari. TABELLE
Il tariffario proposto da TAU Visual è basato su periodici rilevamenti sulle realtà di mercato nei differenti settori. Evolutosi negli anni, è giunto alla forma attuale caratterizzata da:
1) La presenza di sette differenti "livelli professionali", che caratterizzano la diversa capacità tecnica, professionale e contrattuale del fotografo. Il Tariffario TAU Visual è stato il primo tariffario nazionale ad introdurre, nel 1991, questa griglia di specifica.
2) La semplificazione massima possibile, compatibilmente con la complessità del problema.
3) La divisione in diversi comparti, collegati ai diversi impieghi dati alle immagini in questione.
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il livello professionale
Non è possibile attendersi una completa uniformità tariffaria, dato che i singoli professionisti si collocano sul mercato con potenzialità personali decisamente ben diverse.
La soluzione, dunque, non sta nell'ignorare queste differenze, o nell'ipotetico tentativo di livellarle, ma nel riconoscerle, attribuendo loro l'oggettiva dignità che ricoprono.
Il mercato fotografico è stato idealmente diviso in sette livelli professionali, di valore crescente. Ai primi livelli si collocano i professionisti con minori possibilità, o che scelgano di lavorare nella frangia più economica del mercato; ai livelli più elevati si collocano coloro che per esperienza, mezzi, curriculum e capacità, possano garantire prestazioni di maggior qualità, ovviamente ad un costo più elevato.
LAssociazione rileva mediante un esame "screening" il livello professionale stimato di ogni singolo associato.
Tuttavia, ciascun fotografo (Socio o no) è libero di valutare autonomamente il livello a cui collocarsi e, conseguentemente, il "range" tariffario entro cui muoversi.
Scopo dei Livelli non è quello di giudicare esternamente l'operato del fotografo, ma quello di fornire linee operative comuni, a cui accedere spontaneamente.
ELENCO DEI LIVELLI PROFESSIONALI TAU VISUAL
Capacità, possibilità o tariffe inferiori a
quelle del livello 1 sono da considerarsi fuori mercato, improponibili all'interno di un
rapporto di corretta professionalità.
I professionisti che vendono le loro prestazioni al di sotto delle tariffe di primo
livello, con buona probabilità rendono possibile questo "miracolo" tariffario
operando qualche scorrettezza fiscale o gestionale, che permetta loro la concorrenza
sleale sul fronte delle tariffe.
Tariffe o collocazione maggiori rispetto a quelle indicate al livello 7 (peraltro, per sua
natura, "aperto" verso l'alto) sono possibili, nel caso di un ristretto numero
di professionisti che, mondialmente, esulano da qualsiasi descrizione e classificazione,
rappresentando ciascuno un caso a sé stante, non replicabile e non riportabile come
esempio.
-- LIVELLO 1 --- Professionista di capacità sufficiente o media, senza particolare specializzazione settoriale, operante a livello locale, normalmente od essenzialmente attrezzato, orientato in linea di massima all'applicazione di tariffe economiche o concorrenziali.
--- LIVELLO 2 --- Professionista di capacità sufficiente o media, in linea con la normalità dei servizi offerti nella sua zona, operante a livello locale esteso, senza particolare specializzazione o con tendenziale specialità di settore, normalmente attrezzato, orientato all'offerta di un servizio conveniente sul fronte dei costi, disponibile alla ricerca di soluzioni particolarmente economiche in funzione delle esigenze del cliente.
--- LIVELLO 3 --- Professionista di buona preparazione, con capacità tecnica media, in linea con la media nazionale qualitativa, attivo a livello provinciale o regionale, con un discreto portfolio di clienti acquisiti, non disponibile alla realizzazione dei lavori meno remunerativi, avvalentesi sporadicamente di servizi collaterali ed aggiuntivi.
--- LIVELLO 4 --- Professionista di buona
preparazione, con capacità tecnica medio o medio-alta, attivo a livello pluri-regionale o
zonale, in grado di garantire un livello tecnico ineccepibile per tutte le normali
situazioni di ripresa, attrezzato in maniera completa ed in grado di ricorrere a servizi
esterni di vario genere, in funzione della necessità del cliente.
Orientato alla selezione dei lavori offerti, con esclusione di quelli di minor interesse;
portfolio interessante di clienti acquisiti, con al proprio attivo almeno un lavoro di
diffusione nazionale allanno.
--- LIVELLO 5 --- Professionista di
preparazione superiore, con capacità tecnica di livello medio-alta od alta, in ogni caso
emergente rispetto alla media della sua zona; attivo su scala zonale o nazionale, in grado
di garantire soluzioni tecniche ineccepibili per tutte le situazioni di ripresa accettate.
Normale ricorso, al bisogno, di professionisti collaterali per la soluzione di problemi
specifici. Orientato ad una selezione dei lavori offerti, con esclusione di quelli non in
linea con il resto della produzione.
Significativo portfolio acquisito, con al proprio attivo tre o più lavori di diffusione
nazionale allanno.
--- LIVELLO 6 --- Professionista di
preparazione superiore, con capacità tecnica e creativa di alto livello, emergente nella
zona e significativo in assoluto; attivo a livello nazionale ed internazionale, operante
in centri metropolitani ai maggiori livelli professionali.
Orientato ad una severa selezione dei lavori offerti, ed alla costruzione di una buona
immagine professionale.
Significativo portfolio di clienti acquisiti, nella quasi totalità di respiro nazionale
od internazionale.
--- LIVELLO 7 --- Professionista di indubbia fama internazionale o mondiale, attivo direttamente o tramite agente in almeno due Stati, operante al massimo livello professionale e creativo.
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TARIFFE: QUALCHE CHIARIMENTO PER IL FOTOGRAFO
Il tariffario dell'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual si è evoluto nel corso degli ultimi 17 anni, da quando è stato pubblicato nelle sue prime versioni.
Nel 1991 ha assunto l'attuale suddivisione in "livelli professionali", la cui funzione non è quella di discriminare il lavoro dei diversi fotografi, ma piuttosto quella di offrire uno strumento di orientamento e di valutazione all'interno del panorama professionale, oggettivamente molto variegato.
Ogni anno il tariffario viene sottoposto a revisione collegiale, ed attualizzato alle mutate condizioni del mercato.
Le tariffe riportate non sono obbligatorie, ma fungono da riferimento. Ogni operatore, infatti, è l'unico depositario di una serie di calcoli sui suoi costi di gestione annui e - in ultima analisi - è l'unico a possedere tutti gli elementi per effettuare corrette valutazioni dei suoi costi e, conseguentemente dei suoi prezzi.
L'associazione invita tuttavia al rispetto delle tariffe, ma sanziona - in quanto inosservanza del Codice Deontologico - unicamente le tariffe applicate sottocosto, e cioè basate su costi complessivi inferiori alla somma delle spese, dirette ed indirette (norma anti-dumping). TABELLE
* Come determinare il prezzo a giornata od un prezzo a fotografia
Nessun listino ha un valore determinante se prima non si determina con personale attenzione quali siano effettivamente i propri costi professionali, su base annua. Il listino può infatti indicare quali siano i valori medi di mercato, ma non può certo tener conto del fatto, ad esempio, che un fotografo ha elevate spese di affitto e l'altro no, uno è onesto e l'altro - ahinoi - evade le imposte, un professionista spende milioni di pubblicità e l'altro no, e così via.
Primo passo assolutamente indispensabile è dunque quello di definire cosa costa, in un anno, il fatto di essere fotografo.
In sostanza, occorre conteggiare quali spese, dirette od indirette, si affrontano per esercitare l'attività, non limitandosi a conteggiare i costi vivi sostenuti di volta in volta per ciascun lavoro; questi ultimi, infatti, andranno imputati a ciascun servizio, e fatti rimborsare dal cliente (esplicitamente o con una maggiorazione del costo della prestazione). Sono, infatti, proprio tutte le spese non immediatamente evidenti a rappresentare i costi maggiori, che qualcuno deve pur pagare, a meno che il fotografo non voglia lavorare in perdita.
I costi da conteggiare su base annua, per avere una corretta valutazione della propria tariffa, sono:
1) Affitto dei locali ove si lavora o, se sono di proprietà, l'equivalente del mancato guadagno per non averli affittati a qualcun altra.
2) Ammortamento delle attrezzature; se si spendono, ad esempio, venti milioni in attrezzature fotografiche, occorre tenere presente che non si tratta di apparecchi eterni e che, prima o poi, andranno integrati e sostituiti, oltre che riparati. Il costo dell'ammortamento annuo reale (non quello fiscale) è, orientativamente, pari al valore delle attrezzature diviso il numero di anni che si stima durerà quell'attrezzatura. Mediamente parlando, si può indicare in dieci anni questa durata teorica.
3) Spese generali per lo studio (fondali di carta, verniciature, test personali, piccola accessoristica) o l'equivalente per le proprie trasferte (per i reporter).
4) Spese per l'energia e consumi (elettricità, riscaldamento, gas, acqua, ecc.).
5) Spese per le comunicazioni (telefono, benzina, costi auto, corrispondenza, consegne con fattorini, ecc.).
6) Spese per i viaggi consueti di altro genere (mezzi pubblici, treno, taxi).
7) Spese di rappresentanza (carta intestata e modulistica, biglietti da visita, regali ai migliori clienti, abbellimenti dello studio, abiti od oggetti di rappresentanza, ecc.).
8) Spese per la promozione dell'attività, dato che i clienti vanno cercati (inserzioni, mailing, copie del portfolio, stampati, comunicati, gadgets, contatti personali con i clienti, ecc.).
9) Compenso minimo del titolare (in questa voce non si indica quello che si desidera guadagnare: piuttosto, si riporta l'equivalente di un compenso minimo e sicuro a cui si rinuncia dato che si dedica il proprio tempo a fare il fotografo invece che, ad esempio, a preparare i panini in un fast food).
10) Costo dei capitali investiti (specie per i fotografi organizzati in forma di impresa, il fatto di tenere immobilizzate decine e a volte centinaia di milioni in attrezzature od altro significa rinunciare ad un reddito sicuro che si sarebbe potuto ottenere con dei semplici investimenti, od anche solo dei certificati di deposito).
11) Compensi per assistenti od altri aiutanti.
12) Costi di tenuta della contabilità (commercialista o centro di assistenza fiscale).
13) Tasse in misura fissa (cioè quelle tasse e tributi che vengono pagate indipendentemente dal reddito prodotto).
14) Le assicurazioni obbligatorie (Inail).
15) Le assicurazioni opzionali (furto, incendio, pensione integrativa, ecc.).
16) Accantonamento fondi per eventuali malattie e rischi.
17) Formazione, documentazione ed aggiornamento professionale.
Nel complesso, si tratta di spese che vengono sostenute perché si lavora come fotografo, ma che non possono essere fatte pagare in specifico ad un cliente. Di conseguenza, si valuta il loro ammontare su base annua e le si suddivide in modo che vengano pagate un pochino da ciascun cliente.
Per far ciò, il costo globale viene suddiviso non per il numero di giorni lavorati, ma per quelli credibilmente fatturabili (cioè, che possono essere fatti pagare a qualcuno). Orientativamente, si tratta di 80 - 150 giorni in un anno. Trattandosi di diverse decine di milioni l'anno, ed essendo non molti i giorni fatturabili, è facile capire come la tariffa minima raggiunga sempre alcune centinaia di migliaia di lire al giorno.
La cifra che deriva da questo conto (costi globali diviso giorni fatturabili) è la tariffa minima giornaliera che deve essere fatta pagare. Lavorare a meno di questa tariffa significa lavorare sottocosto, cioè pagare con del proprio denaro per poter lavorare.
Se la cifra giornaliera che deriva dal conteggio è troppo alta, nel senso che risulta il più delle volte impossibile farla accettare dal cliente, le soluzioni sono solo due: o si cambia qualche parametro di costo, venendo a spendere meno, o si cambia mestiere. In altre parole, se non si riesce a far pagare la propria tariffa minima, significa che le proprie prestazioni sono fuori mercato.
Vendersi a meno significa perdere i propri soldi, perdere il proprio tempo e rovinare il mercato a tutti.
Riassumendo, in tutti i casi la tariffa minima giornaliera è quella inderogabile, da far pagare sempre, anche al cliente che voglia spendere poco. A mano a mano che si affina la propria capacità e che si acquista credibilità, i prezzi potranno essere elevati, valutando di caso in caso se ci si trovi dinanzi alla prima ipotesi (cliente che desidera semplicemente la fornitura di una foto) od alla seconda (cliente che desidera in specifico la creatività od il nome del fotografo in specifico). TABELLE
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TARIFFE: I CHIARIMENTI PER
IL CLIENTE UTILIZZATORE DI IMMAGINI
I clienti utilizzatori di immagini necessitano di chiarimenti più dettagliati, in relazione alle strane dinamiche di questo complesso settore professionale.
Si vedano i paragrafi introduttivi allinizio di questo volumetto.
Raccomandando di leggere con attenzione TUTTO il testo descrittivo, in forma estremamente sintetica si può riassumere così la formazione del prezzo:
*** Il fotografo valuta l'incidenza dei suoi costi annui di gestione e, dividendo questo ammontare per le giornate effettivamente fatturabili (80 - 150 in un anno) determina la propria tariffa giornaliera minima.
*** Sulla base di queste personali valutazioni e con la valutazione della propria attuale posizione di mercato, il fotografo individua un "livello professionale" che lo descriva con la migliore approssimazione.
*** La realizzazione degli scatti su commissione viene fatta pagare in base al numero degli scatti richiesti ed eseguiti (se si tratta di poche riprese) o con un forfait determinato principalmente sul costo della giornata lavorativa più le spese (quando si tratti di numerose riprese, mediamente per più di una decina di scatti).
*** Se le immagini così realizzate hanno una scarsa diffusione, e cioè vengono utilizzati per impieghi destinati ad essere visti da meno di 5.000 6.000 persone, è facoltà del fotografo eventualmente rinunciare a chiedere, oltre al costo di realizzazione delle immagini, anche il compenso per il diritto di utilizzo (diritto d'autore). SI tratta di un fase contrattuale lasciata a discrezione delle parti, e che deve soprattutto tenere conto di quanto sia stato determinante l'apporto creativo del fotografo.
*** Se le immagini sono invece destinate ad una grande diffusione (campagne pubblicitarie, affissioni, campagna stampa, cartelli POP, eccetera), al costo di realizzazione determinato "a scatto" o " giornata" si aggiunge il diritto d'utilizzo, variabile a seconda della destinazione d'uso. Tale incremento di prezzo può essere pari semplicemente alla somma delle due voci (realizzazione + diritto d'uso) o frutto di una media forfaittaria. Determina l'una o l'altra scelta l'ammontare complessivo del lavoro ed il livello professionale del fotografo: tanto più è alto l'ammontare della commessa, tanto più è proponibile un forfait. Al contrario, tanto più è alto il livello professionale dell'autore, tanto meno ci sarà disponibilità allo sconto.
* Infine, se le immagini già esistono e non devono essere realizzate appositamente, si applica semplicemente il costo legato al diritto di utilizzo, e nessun costo di realizzazione (cioè, non si applica il costo a giornata o a scatto, ma quello previsto per il diritto d'uso specifico).
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Per avere il tariffario in forma di volumetto (128 pagine) è possibile richiedere linvio del volumetto, con il semplice rimborso delle spese vive di stampa, confezione e affrancatura (inviare quattro euro in francobolli in busta chiusa: un euro per la stampa del volumetto, tre per confezione e spedizione), da allegare alla richiesta che va spedita allindirizzo di TAU Visual Associati - associazione nazionale fotografi professionisti - Via Manara, 7 - 20122 Milano. E' possibile anche ritirare direttamente in sede il volumetto (in questo caso, e' richiesto solo il contributo di un euro).