CONCORSI FOTOGRAFICI

 

 

CARATTERISTICHE DI UN CONCORSO FOTOGRAFICO
RISPETTOSO DELLA PROFESSIONE

Un concorso fotografico puo' essere un modo per confrontarsi con altri in un'operazione esclusivamente culturale ma anche, e molto spesso, puo' essere un sistema utilizzato per raccogliere immagini ed idee in maniera semplice.
Affinche' un concorso fotografico possa essere considerato accettabile, occorre che le sue finalita' siano trasparentemente dichiarate e gestite con corretti pesi e valori.
Per questo motivo, va richiesto che esista proporzione fra l'importanza dei premi conferiti e l'eventuale valore commerciale degli utilizzi che vengono posti in essere delle immagini.

Se sei fotografo professionista: ecco come chiedere l'ammissione all'Associazione

In queste righe (vedi sotto) si analizzano brevemente gli elementi da considerare per valutare la "trasparenza" di un concorso, e viene indicata la procedura guidata per eventualmente indicare che il concorso soddisfa i requisiti deontologici richiesti dall'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.


clicca qui per il TEST:
il vostro concorso rispetta i requisiti morali previsti dall'Associazione?

 

ELEMENTI DA EVITARE / ELEMENTI POSITIVI

Ovviamente, sono potenzialmente possibili decine di frodi e operazioni illegali.
Non intendiamo pero' soffermarci paranoicamente su tutte le eventuali illegalita' che potrebbero essere commesse da organizzatori senza scrupolo, mentre accentriamo l'attenzione su alcuni aspetti molto ricorrenti che - pur essendo spesso inattaccabili sul piano legale - producono un impatto fortemente deleterio sul mercato della fotografia nel suo complesso e, come tali, rendono indesiderabile un concorso dal punto di vista del fotografo professionista.

Ecco i principali punti negativi:
a) Quando l'Organizzatore inserisce come regola del bando la concessione dei diritti di utilizzo di TUTTE le immagini inviate, per impieghi differenti dall'esposizione delle immagini all'interno della manifestazione stessa.
In sostanza: e' decisamente inaccettabile il bando di concorso che preveda che chi partecipa al concorso ceda all'Ente organizzatore il diritto di sfruttamento di tutte le immagini inviate, anche per finalita' differenti dall'ovvia e corretta possibilita' di mostrare le immagini partecipanti.
Questa situazione nasconde nella maggior parte dei casi il maldestro tentativo di recuperare molte immagini in totale cessione a un costo irrisorio, ed ha un ovvio effetto di svilimento del valore dell'immagine fotografica in se'.

b) Quando l'Organizzatore impone, come norma di partecipazione, la successiva disponibilita' gratuita per il pubblico di tutte le immagini partecipanti e/o selezionate, anche se non vincenti.
In questa situazione, anche se non c'e' un diretto intento di lucro dell'organizzazione, l'operazione ha comunque un impatto svilente del settore (un caso tipico, e molto frequente, e' la costituzione di archivi fotografici pubblici da parte delle Aziende di Promozione Turistica o di altri operatori pubblici del territorio).
Vero e' che ogni singolo autore ha il sacrosanto diritto di regalare le sue immagini, se lo desidera, a chi vuole. Ma quando ad organizzare un sistema capillare di distribuzione di immagine fotografica "svalorizzata" e' un Ente che amministra soldi pubblici per la valorizzazione delle ricchezze locali, e' contestabile l'operazione che mira a favorire alcune attivita' (strutture ricettive) a danno di altre (le attivita' fotografiche).
Cosa potrebbero dire i gestori di bar di una localita' turistica se l'APT organizzasse - per favorire il turismo - la distribuzione gratuita e permanente, nelle piazze, di caffe', bibite e panini?

c) Quando l'Organizzatore utilizza le immagini vincenti per operazioni promozionali (ad esempio: campagna pubblicitaria) il cui valore normale sarebbe sensibilmente superiore al valore equivalente dei premi messi in palio per il vincitore.

Per converso, ecco le
Linee guida che rendono sostenibile e plausibile un concorso fotografico:

a) La trasparenza nell'indicazione della composizione della Giuria, che deve essere indicata nominativamente ed individuabile nelle sue funzioni.

b) La garanzia che le immagini non vincitrici verranno utilizzate e rese pubbliche solo nel contesto della manifestazione in se', e non per altre iniziative, anche se gratuite.
Attenzione: eccezioni possono essere previste quando gli impieghi ulteriori sono quelli posti in atto da organizzazioni di utilita' sociale, a sostegno di reali iniziative umanitarie, e comunque in impieghi che non possano essere in concorrenza con le normali dinamiche di mercato.

c) La proporzione corretta fra valore dei premi messi in palio e la destinazione d'uso eventualmente prevista per le immagini premiate.

d) L'indicazione certa di date e scadenze, delle operazioni di valutazione della giuria, dell'assegnazione dei premi.

e) L'indicazione certa delle modalita' di esposizione/pubblicazione delle immagini, e della durata di cio'.

f) La corretta attribuzione del nome dell'autore alle immagini.

g) L'indicazione chiara, fin dal bando di concorso, delle modalita' di conservazione, uso, eventuale restituzione o eventuale distruzione delle immagini partecipanti e non restituite o restituibili.

h) L'indicazione chiara delle responsabilita' assunte dall'Organizzazione e di quelle che sono a personale carico dei partecipanti (ad esempio: l'Organizzazione deve impegnarsi al rispetto della legge sulla privacy, ed alla corretta gestione dei diritti delle immagini, come da bando; il partecipante deve invece manlevare l'Organizzazione dalle responsabilita' collegate a diritti di terzi - ad esempio la pubblicabilita' dei ritratti - assumendondesene direttamente la responsabilita').

i) Le evenutali quote di partecipazione devono essere descritte con regolare ricevuta.

 

TEST SUL CONCORSO


 

 

 

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